
Possiamo partire da un punto già noto? Certo: la virtualizzazione delle infrastrutture è un passaggio cruciale per ottimizzare l’architettura IT aziendale, ma bisogna tener presente anche l’evoluzione tecnologica.
Vale a dire quella spinta che ci porta a considerare elementi significativi come il cloud ibrido. Ma anche l’edge computing e le automazioni derivate dall’intelligenza artificiale.
Non stiamo parlando di fantascienza e neanche di dinamiche che non dovrebbero interessare le PMI perché solo le grandi corporation, le famose multinazionali, possono permettersi determinati ragionamenti. Il futuro dell’infrastruttura IT è qui, e oggi è il momento giusto per pensare a un’evoluzione della virtualizzazione così idolatrata. Tutto può essere migliorato, anche il passaggio da dispositivo fisico al cloud computing.
Indice dei contenuti
La virtualizzazione non basta più: ecco perché
Iniziamo da un concetto chiaro: ormai la virtualizzazione nell’ambito IT è una prassi ben definita. Le aziende utilizzano da anni questa procedura per distribuire meglio i carichi di lavoro. Come ricordiamo anche in un articolo già pubblicato sul nostro blog, la virtualizzazione è l’esecuzione di una macchina fisica attraverso un software che può eseguire un sistema operativo e le applicazioni come un computer fisico.
The Data Virtualization Market grew from USD 5.27 billion in 2024 to USD 6.24 billion in 2025. It is expected to continue growing at a CAGR of 20.08%, reaching USD 22.83 billion by 2032.
Secondo gli esperti, il mercato della virtualizzazione dei dati è cresciuto da 5,27 miliardi di dollari nel 2024 a 6,24 miliardi di dollari nel 2025. Si prevede che crescerà a un CAGR del 20,08%, raggiungendo i 22,83 miliardi di dollari entro il 2032. Numeri stratosferici che devono fare i conti con un adeguamento imponente.
La modernizzazione dell’infrastruttura IT unisce cloud ibrido, automazione e containerizzazione per rendere il sistema sempre più scalabile, capace di affrontare situazioni altalenanti e imprevedibili.

In tutto ciò cerchiamo anche di ottenere un sistema facile da governare ed efficiente dal punto di vista economico. Per affrontare questa sfida non basta appoggiarsi a un software di virtualizzazione e sedersi comodi in poltrona per aspettare i risultati.
Le aziende che puntano all’evoluzione della virtualizzazione devono gestire ambienti complessi, ibridi e distribuiti. Gestendo al meglio virtual machine, storage e processi manuali non integrati.
Dal cloud ibrido al multi-cloud intelligente
Il concetto di cloud ibrido è fondamentale per le aziende che vogliono gestire al meglio sia le risorse on-premise, quindi fisicamente presenti in azienda, sia quelle del cloud pubblico. I vantaggi? Sono chiari.
Puoi scegliere dove eseguire i carichi di lavoro e sfruttare le risorse locali per i dati sensibili o in cloud pubblico per applicazioni che richiedono più potenza di calcolo. Sembra una grande soluzione ma oggi l’evoluzione del cloud ci propone qualcosa di ancora superiore: il multi-cloud intelligente. Cosa significa?
Stiamo parlando di un approccio evoluto alla gestione del cloud in cui un’azienda utilizza piattaforme diverse (come AWS, Google Cloud, Azure) in modo coordinato, strategico e automatizzato. L’aspetto interessante è che è possibile utilizzare, di volta in volta, il provider più adatto per ogni servizio o applicazione. Tutto interessante sulla carta, ma nella pratica questo approccio deve essere gestito con una precisione estrema.
Le performance vengono ottimizzate grazie al fatto che ogni carico di lavoro viene eseguito sul cloud che offre le migliori prestazioni per quel tipo di attività – e si risparmia anche dato che le risorse si orientano verso il provider più conveniente in base all’uso o ai prezzi in tempo reale. Ma l’integrazione strategica dei diversi ambienti per ottenere massima efficienza, sicurezza e flessibilità contempla la necessità di coordinare più provider cloud con strumenti avanzati e personale qualificato (noi possiamo aiutarti).
Automazione e Infrastructure as Code (IaC)
Anche nella gestione della virtualizzazione IT avanzata in un’azienda si parla sempre di più di automazione delle attività. Il motivo è semplice: gestire manualmente le configurazioni non è più sostenibile, soprattutto di fronte a delle scelte come quelle del già citato modello multi-cloud che spinge al limite le competenze e le necessità tecniche.
L’automazione (che avviene tramite strumenti come Terraform, Pulumi, Ansible, CloudFormation) consente di replicare ambienti in pochi minuti, riducendo errori e tempi di rilascio. Questo è un approccio moderno per gestire ambienti IT complessi in maniera efficiente, ripetibile e scalabile.
In combinazione con i principi DevOps, la gestione dell’infrastruttura diventa parte del ciclo di sviluppo, non un ostacolo. Puoi creare, configurare e distribuire macchine virtuali senza intervento manuale.
Le attività ripetitive e complesse vengono eseguite in modo standardizzato e insieme all’Infrastructure as Code – per gestire e configurare l’infrastruttura tramite codice, invece di farlo manualmente – la riduzione del carico di lavoro manuale e del rischio di errori diventa un asset effettivo nella tua attività imprenditoriale.
Perché preferire edge computing e data locality?
L’evoluzione della virtualizzazione contempla anche delle procedure che permettono di ridurre la latenza e migliorare la sicurezza grazie a uno spostamento materiale delle capacità elaborative.
Stiamo parlando, ad esempio, dell’edge computing e della data locality per avvicinare l’elaborazione dei dati al punto in cui vengono generati. Questo al posto di inviare le informazioni a un data center centralizzato.
Elaborare i dati vicino al dispositivo o all’utente finale significa tempi di risposta quasi immediati, fondamentale per applicazioni in tempo reale come quelle relative a sistemi industriali e IoT.
Invece di inviare enormi quantità di dati a server remoti, l’edge computing permette di filtrare e processare i dati localmente, trasferire solo ciò che serve, ridurre costi e congestione della rete. A favore, ovviamente, della velocità di esecuzione. Tutto ciò è decisivo in settori come manifattura, logistica e retail dove la rapidità di risposta è vitale.
Come sfruttare l’evoluzione della virtualizzazione?
Spesso, le aziende si spaventano di fronte a uno scenario del genere in cui si intrecciano evoluzioni della tecnologia ma anche del metodo di lavoro. Il punto è che non bisogna per forza rivoluzionare tutto, la modernizzazione della virtualizzazione IT deve essere incrementale e supportata da una governance adeguata alle necessità. Ma anche a dei KPI di efficienza (costi, uptime, velocità di deploy) ben definiti.
Noi di Impresa IT possiamo aiutarti: la nostra idea è quella di essere un partner IT esperto che aiuti le aziende a evolvere senza bloccare le attività quotidiane. Perché conosciamo bene questo punto, molti imprenditori ci confidano: “Non vogliamo toccare il cloud perché altrimenti blocchiamo la produzione e le vendite”. Non è così, sappiamo come integrare nuove tecnologie passo dopo passo.
Soprattutto, lo facciamo senza interrompere il flusso di lavoro. Sei curioso di scoprire come? Richiedi un assessment dell’infrastruttura per capire come evolvere verso un modello cloud-native e automatizzato.
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