Cloud per PMI: vantaggi e strategie per CEO e IT Manager
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Il contributo che il cloud può dare al lavoro delle PMI è decisivo. Oggi le aziende devono poter contare su un supporto tecnologico valido e scalabile, capace di destinare risorse alle attività che incidono sulla produttività. In questo contesto, è il cloud computing la leva importante da prendere in considerazione.
Attenzione, non parliamo di un percorso per sostituire completamente i sistemi on-premise che permettono alle aziende e alle PMI di avere il proprio software installato e gestito in sede. Ma per migliorare efficienza e flessibilità, e per consentire a CEO e IT Manager di combinare al meglio le risorse, è fondamentale prendere in considerazione l’implementazione del cloud per le PMI.
Indice dei contenuti
Proviamo ad affrontare il tema della relazione tra tecnologia cloud e PMI partendo da una spiegazione semplice. Il cloud computing è ciò che permette a un’impresa di rendere sempre disponibile, online, dei contenuti e delle applicazioni. Ad esempio, puoi organizzare dei dati, sfruttare dei server o avere un software disponibile via internet, superando la necessità di avere in sede e mantenere direttamente l’hardware.
Questa possibilità si traduce in un bel risparmio di risorse ma anche nella possibilità di scalare notevolmente le risorse. Infatti, non si tratta più di acquistare un supporto che poi devi utilizzare al massimo o rivedere completamente se non è più sufficiente: con il cloud paghi ciò che usi. Per una piccola o media impresa italiana questo significa:
Il modello a consumo (si paga ciò che si usa) non solo è conveniente dal punto di vista economico ma ti permette di bypassare una serie di attività strutturali e tecniche, che diventano un impegno da esternalizzare. Questo significa rinunciare del tutto all’approccio on-premise?
Assolutamente no, molte aziende preferiscono un approccio cloud ibrido, mantenendo parte dell’infrastruttura locale e spostando solo alcuni servizi sulla cosiddetta nuvola. Sarà il tuo cloud architect – o una consulenza con noi di IT Impresa – ad aiutarti in queste decisioni.
Da leggere: cos’è la consulenza informatica e perché serve alle aziende
Non tutti i tipi di cloud possono essere sfruttati all’interno di una strategia organizzativa per piccole e medie imprese, vale a dire una tipologia di azienda particolarmente virtuosa dato che da sole generano il 42% del fatturato in Italia e impiegano il 35% della forza lavoro del settore privato (fonte Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano e ISTAT). Ecco perché è ancora più importante scegliere il cloud adatto.
I nomi dei servizi pubblici più noti: Amazon AWS, Microsoft Azure, Google Cloud. Sono i cloud pubblici, servizi freemium o a pagamento accessibili liberamente: condividi le risorse con migliaia di aziende e ottieni dei servizi ottimi a prezzi vantaggiosi.
Certo, la scalabilità immediata e l’assenza di grandi richieste tecniche sono degli aspetti interessanti del public cloud. Ma non hai il controllo totale e la sicurezza non dipende solo da quello che tu fai con il tuo account. Se il provider ha un down (tipo quello famoso di AWS nel 2017) si blocca anche la tua attività.
Hai un’infrastruttura cloud a disposizione, in azienda o presso un datacenter di fiducia. Sono soluzioni scelte da attività con esigenze specifiche come banche, ospedali, aziende sanitarie che gestiscono dati sensibili.
Con questa soluzione puoi personalizzare tutto, decidere come e dove conservare i dati e implementare le giuste attività di cybersecurity. Si tratta di una condizione molto costosa e necessita delle giuste competenze tecniche per la gestione cloud, interne o esternalizzate.
La via di mezzo, quella che per molte PMI è la soluzione giusta e intelligente: tieni i dati sensibili nel cloud privato e sposti sui servizi pubblici le attività meno critiche. E che possono tranquillamente girare su un’infrastruttura di cloud computing con dei costi più accessibili.
Per esempio, una piccola attività locale può tranquillamente gestire email e documenti generici su Google Workspace, combinando Gmail e Google Drive, ma tenere il gestionale clienti su cloud privato. Sempre accessibile a tutti i dipendenti, anche in telelavoro, ma senza rischiare inefficienze e pericoli per la privacy.
Tutto questo è interessante dal punto di vista organizzativo ma difficile da orchestrare: devi far combaciare due ambienti diversi e assicurarti che si interfacciano senza frizioni. Quando è utile una consulenza IT per la tua azienda? Proprio in questi casi, solo una competenza specializzata può aiutarti a capire se e come affrontare questo passo.
Perché un’azienda di piccole o medie dimensioni dovrebbe fare un lavoro di cloud migration per gestire i dati importanti con questa tecnologia? La risposta è semplice: riduzione dei costi IT e maggiore agilità operativa mantenendo alcune infrastrutture locali. Ma ci sono dei dettagli da approfondire:
| Esigenze delle PMI | Vantaggi del cloud |
|---|---|
| Ridurre investimenti iniziali | Modello OPEX: paghi ciò che usi |
| Protezione dati e continuità operativa | Backup e disaster recovery automatizzati |
| Lavoro flessibile e collaborativo | Accesso sicuro da remoto e tool condivisi |
| Crescita aziendale | Scalabilità rapida, no hardware extra |
In sintesi, passare a un’infrastruttura cloud – anche parziale – può ridurre notevolmente il costo di hardware, software e manutenzione: non devi fare un investimento in server da migliaia di euro e gestire manutenzione e rinnovo. Paghi solo quello che usi, quando lo usi, e nel frattempo guadagni in agilità, resilienza e capacità di organizzare i dipendenti anche in smart working. Il tutto con un budget limitato e riducendo al minimo i rischi in termini tecnici e di sicurezza.
Molti credono di poter gestire e migliorare la sicurezza dei dati aziendali scegliendo cloud o tecnologie on-premise, come ad esempio l’acquisto e l’ottimizzazione di un server in sede. In realtà tutto dipende da come la tecnologia viene configurata e gestita. Per essere chiari:
Ecco perché è molto diffuso l’approccio ibrido in cui si bilanciano i due modelli: usare il cloud per servizi scalabili e collaborazione, e mantenere on-premise sistemi critici che richiedono maggiore controllo diretto.
In realtà le decisioni possono essere anche più articolate, ad esempio spesso – con la supervisione di un consulente specializzato in vulnerability assessment – si decide di spostare su cloud CRM, ERP, portali aziendali e gestionali accessibili da remoto per evitare di aprire porte interne ai server locali.
Questo approccio ti permette di ridurre i rischi di esposizione diretta dell’infrastruttura aziendale ai rischi presenti su internet. Come ad esempio malware, ransomware e altri problemi legati al social engineering.
L’accesso alle applicazioni avviene attraverso dei cloud provider certificati e gestiti, con sistemi di protezione già integrati che possono abbattere i tentativi di manipolazione da parte dei malintenzionati. Il tutto a favore di un risultato importante: creare un ambiente digitale più sicuro di fronte agli attacchi dall’esterno.
Hai deciso di passare al cloud ma non riesci a individuare un benchmark utile per valutare l’efficacia di questa decisione? Esistono dei parametri, dei KPI da prendere in considerazione? Certo, è giusto ragionare in questi termini perché un CEO deve sempre chiedersi quali sono i benefici concreti per l’azienda che sceglie il cloud.
Questo è il punto che cattura l’attenzione dei responsabili aziendali. Grazie alla migrazione cloud puoi abbattere completamente (o parzialmente) i costi che riguardano la presenza di hardware e software in sede.
Zero manutenzione o aggiornamenti, nessuna obsolescenza. O costi legati a scelte errate: se le risorse non servono, con il cloud basta disdire o ridurre gli abbonamenti per evitare spese inutili e sprechi.
Partiamo da un aspetto squisitamente tecnico. L’aggiornamento di un software on-premise può richiedere ore di fermo e la presenza del tecnico. Sul cloud questo percorso, spesso, è automatico e invisibile.
Questa condizione vale solo se i processi sono ottimizzati. Le aziende possono migrare sul cloud e replicare gli stessi percorsi operativi e dinamiche identiche, con un risultato comunque non adeguato alle aspettative.
Il cloud può diventare un alleato formidabile per le aziende che hanno bisogno di un uptime continuo, sia per i processi interni che per quelli che coinvolgono i clienti. Certo, nessun sistema può confermare il 100% della disponibilità e dell’uptime ma con il cloud ci sono delle certezze in più. Per una PMI che fattura diversi milioni all’anno, ogni ora di fermo può costare dai 5.000 ai 10.000 euro in produttività persa. Il calcolo è semplice: meno downtime, meno perdite economiche.
Possiamo dire che questo è il KPI per il cloud aziendale più sottovalutato ma che può fare la differenza? Il concetto è chiaro, per introdurre un nuovo utente nei processi aziendali devi acquistare licenze per i software, impostare permessi, configurare accessi; con il cloud tutto si riduce a pochi passaggi, servono 10 minuti di configurazione con un costo marginale quasi zero per utente aggiuntivo.
Solo considerando questi parametri si può ottenere un ROI del cloud per PMI, considerando anche come parametro valutativo i costi di mantenimento delle attività on-premise. La differenza tra quanto eviti di spendere per l’on-premise e quanto costa il cloud ti dà il parametro necessario per capire qual è il ROI.
Meglio cloud privato o pubblico? Forse sarebbe da scegliere l’ibrido ma non è la soluzione più semplice in assoluto? Perché non rimanere sull’on-premise? I dubbi per le aziende e per i relativi responsabili dell’infrastruttura IT sono tanti, ecco perché si chiede aiuto a una buona consulenza informatica specializzata nel cloud computing. In questo modo puoi:
Risultati che saranno apprezzati da CEO e IT manager solo se il cloud viene utilizzato come strumento da inserire negli equilibri interni. Soprattutto se il cloud viene usato per potenziare l’infrastruttura esistente. Il passaggio, quindi, non è scegliere tra cloud o server, ma capire come combinare al meglio le due soluzioni. In che modo? Chiedi subito una consulenza per valutare la migliore strategia Cloud e on-premise per la tua PMI.












