Cos’è la Cyber Security? Ecco come funziona e quali sono le minacce
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Iniziamo con un punto chiaro: la cyber security – traducibile come sicurezza informatica – non è più solo una materia per grandi realtà e multinazionali con interessi milionari. Ogni piccola impresa, addirittura ogni singolo cittadino, dovrebbe occuparsi di questo argomento. E provvedere a rafforzare le proprie difese contro i malintenzionati. Perché di questo stiamo parlando: protezione dalle minacce informatiche.
La cyber security, in passato, era un settore estremamente tecnico riservato agli specialisti e alle intelligence nazionali. Oggi è un pilastro strategico per ogni impresa, indipendentemente da settore, dimensioni o livello di digitalizzazione. La sicurezza informatica aziendale abbraccia ambiti differenti che vanno dalla protezione dei dati ai sistemi di continuità, consentendo alle PMI di lavorare e prosperare senza blocchi operativi, in modo da prevenire danni economici e di immagine.
Anche l’Unione Europea, nel suo documento ufficiale, ci ricorda che gli attacchi informatici stanno diventando più sofisticati e diversificati, prendendo di mira un’ampia gamma di settori. Non più solo pubblica amministrazione, trasporti e finanza: dobbiamo capire che cos’è la cyber security, quali sono le minacce oggi più diffuse, come cambia il mercato della sicurezza digitale e quali soluzioni possono adottare PMI e aziende in crescita per proteggersi in modo concreto.
Indice dei contenuti
La cyber security (o anche cybersecurity) è quella materia che si occupa della sicurezza informatica di una determinata realtà. Nello specifico, è l’insieme delle azioni e dei processi che hanno lo scopo di proteggere la rete e i sistemi informatici da attacchi, accessi non autorizzati, violazioni e interruzioni operative messe in campo da attori malevoli.
Stiamo parlando di criminali informatici o hacker, anche se sul significato di quest’ultimo termine ci sarebbe da discutere perché il concetto di hacker di per sé non è negativo. Infatti, anche Wikipedia suggerisce che l’hacker è una persona che utilizza le proprie competenze informatiche per esplorare i dettagli dei sistemi programmabili.
Ecco perché la cyber security tende a differenziare le attività degli hacker black hat – i criminali informatici che sfruttano le vulnerabilità per commettere atti illeciti per trarne profitto – dal lavoro dei white hat. Vale a dire gli hacker etici che si occupano di testare i sistemi con lo scopo di proteggerli e di migliorare la sicurezza.
La cyber security, come anticipato, è un insieme di attività che coprono punti diversi dell’infrastruttura IT aziendale. Si parte dalla protezione degli endpoint aziendali – PC, server e dispositivi mobili – che sono il primo bersaglio di malware e attacchi molto specifici. A questo si affianca la sicurezza di rete e dei sistemi cloud per difendere dati e applicazioni su ambienti distribuiti e connessi a Internet.

Un altro pilastro della cyber security è la gestione delle identità e degli accessi (IAM) per garantire che ogni utente non abbia privilegi superflui, riducendo il rischio di accessi non consentiti. La cyber security include l’analisi continua dei rischi e delle vulnerabilità, per correggerle prima che vengano sfruttate, e la risposta agli incidenti (Incident Response), indispensabile per contenere i danni quando un attacco colpisce.
Non meno importante è la formazione dei dipendenti sulla cyber security, in particolare contro il phishing che resta una delle principali porte d’ingresso per i cyber criminali. Il tutto deve infine essere allineato alla compliance normativa, rispettando standard e regolamenti come GDPR, ISO 27001 e NIS2, che non sono solo obblighi di legge, ma strumenti concreti per migliorare il livello di sicurezza complessivo dell’organizzazione.
Per imprenditori e responsabili IT, sempre al centro dell’attenzione quando si affronta il tema della sicurezza informatica aziendale, investire in questo settore significa fare una scelta concreta di gestione del rischio e di crescita. Nello specifico, vogliamo trovare dei punti sui quali si concentra l’attenzione?
Diciamolo a chiare lettere: la cyber security non è più una voce secondaria del budget di spesa. E non è neanche un elemento secondario da gestire con le ultime risorse disponibili. Per questo bisogna affidarsi ai professionisti che possono garantire standard elevati.
Gli attacchi informatici stanno crescendo in complessità e frequenza, le aziende devono affrontare questo problema. Anche perché le PMI sono tra i bersagli più colpiti: spesso dispongono di risorse limitate e infrastrutture non aggiornate. Ma di cosa parliamo esattamente? Quali sono le tipologie di minacce a cui è necessario fare attenzione?
Poi abbiamo gli attacchi alla supply chain, dove gli hacker violano fornitori o partner meno protetti per raggiungere l’azienda principale e addirittura le minacce interne collegate a dipendenti non formati, errori di configurazione o comportamenti rischiosi. Non a caso, tra i nostri servizi abbiamo anche quello della formazione del personale sul tema della cyber security.
Gli attacchi e le minacce aumentano, così cresce il mercato della sicurezza informatica. La domanda da parte delle PMI per aumentare la cyber security interna sta crescendo in modo significativo in tutto il mondo:
Cybersecurity Ventures predicts that global spending on cybersecurity products and services will exceed $520 billion annually (USD) by 2026, up from $260 billion in 2021.
L’Italia non fa eccezione. Cosa sta spingendo questi investimenti? Tre fattori: i nuovi modelli di lavoro (smart working, cloud, dispositivi personali in azienda), la digitalizzazione accelerata dei processi e, soprattutto, l’aumento delle superfici d’attacco.
Quali sono i punti che raccolgono maggior attenzione da parte delle aziende che vogliono fare la differenza su questo fronte? Iniziamo da compliance e regolamentazione: l’entrata in vigore di normative europee come GDPR e NIS2 ha trasformato la cybersecurity da scelta tecnica a obbligo di governance.

Poi c’è il concetto di Zero Trust: l’approccio “non fidarti di nessuno, verifica sempre” sta guadagnando terreno rapidamente. Anzi, possiamo dire che è diventato lo standard. L’identità digitale sarà il nuovo perimetro di sicurezza, con una verifica continua di ogni utente e dispositivo, indipendentemente dalla loro posizione (rete aziendale o domestica).
Un altro punto da monitorare è quello dell’intelligenza artificiale che è un’arma a doppio taglio. I cybercriminali la usano per attacchi di phishing iper-personalizzati con l’AI e vishing, mentre le aziende investono sul rilevamento proattivo grazie alle stesse tecnologie.
La corsa agli armamenti – per utilizzare una metafora – è in pieno svolgimento, da entrambe le parti. E le aziende devono presidiare anche la sicurezza sul cloud. Perché con la migrazione su AWS, Azure e Google Cloud, la protezione non riguarda più solo il contenitore ma anche i dati.
Nonostante le grandi rivoluzioni tecnologiche, c’è un aspetto che non possiamo controllare al 100% e sta diventando un parametro decisivo per le aziende che investono in cyber security: il fattore umano, che resta l’anello debole. La prevenzione di tecniche come il social engineering richiede dipendenti sempre più consapevoli e aggiornati.
La cyber security è un insieme complesso di attività, strumenti e regole. Ed è chiamata a difesa di tutti gli apparati informatici in azienda. Includendo macchine, computer, server, reti, dispositivi mobili e di tutti i tipi di dati e di informazioni. Ne deriva che le sue aree di intervento sono diverse.
Titolari di azienda e responsabili della sicurezza informatica non devono solo conoscere quanto previsto dalla teoria. Rispetto al passato, viene richiesto di attivarsi mettendo in campo contromisure per limitare i rischi, dalla perdita accidentale di dati al cybercrime vero e proprio. Quali sono i punti?
L’analisi delle vulnerabilità è il punto di partenza della migliore strategia di cyber security. L’attività da svolgere è chiara: bisogna individuare rischi, punti deboli e aree più esposte come reti interne e dispositivi usati dai dipendenti. Questo processo permette di mappare le priorità di intervento.
Così puoi evidenziare la criticità da correggere immediatamente e delineare le protezioni utili. Per l’azienda che vuole una difesa solida, l’assessment non è un optional: è la bussola che guida tutte le scelte successive, evitando investimenti inutili e riducendo il rischio di intrusioni malevoli.
Le barriere tradizionali, come firewall e antivirus, sono fondamentali. Ma devono lavorare con gli strumenti di endpoint protection moderni che rilevano malware, analizzano comportamenti sospetti, bloccano attività anomale e proteggono ogni dispositivo operativo nell’impresa.
In pratica, con questa procedura stai attivando un primo strato difensivo. Così l’attività di cyber security professionale e avanzata impedisce a molti attacchi di raggiungere dati sensibili o sistemi critici, riducendo il carico sulle strategie di risposta successive.
Anche la migliore protezione può essere aggirata da attacchi sofisticati come Zero Day Exploit, SQL injection e Cross Site Scripting XSS. Ecco perché devono essere sempre pronti backup regolari e piani di disaster recovery. Queste assicurazioni garantiscono la possibilità di ripristinare rapidamente dati e servizi senza interruzioni prolungate.
Quando investi su questo fronte non lavori solo sulla sicurezza tecnica per prevenire il danno. Metti in conto che può capitare ma che puoi anche minimizzare le criticità garantendo continuità operativa e tutela della reputazione. Perché clienti e partner commerciali devono poter contare sull’affidabilità dell’organizzazione.
Applicazioni e architetture cloud aumentano, le aziende sfruttano sempre di più queste tecnologie. Ecco perché è diventato essenziale proteggere identità, dati e infrastrutture distribuite. La sicurezza per l’ecosistema cloud non riguarda solo l’aspetto tecnologico, ma anche quello che riguarda il singolo operatore: gestire correttamente accessi e permessi significa assicurarsi che ogni utente possa vedere e modificare solo ciò che gli è consentito.

Così si lavora seriamente sulla cyber security. L’azienda che si muove bene su questo fronte riduce il rischio di fughe di dati e accessi non autorizzati, garantendo che il cloud resti uno spazio affidabile per lavoro e collaborazione con i dipendenti che preferiscono lo smart working.
Gli attacchi informatici non avvisano, non rispettano il calendario dei giorni feriali e festivi. E, soprattutto, non dormono la notte. Per questo, il monitoraggio continuo offerto da un servizio di MDR (Managed Detection & Response) è un elemento essenziale, non rimandabile. Lo stesso vale per il SOC (Security Operation Center) che rileva le minacce IT 24 ore su 24.
Un sistema di sicurezza proattivo analizza traffico di rete, comportamenti degli utenti e anomalie nei sistemi, rilevando segnali di attacco prima che diventino emergenze. Questo approccio permette di intervenire tempestivamente e trasforma la sicurezza da un’azione reattiva a una strategia preventiva.
La formazione degli utenti è un altro aspetto importante della sicurezza informatica. Qualche esempio? Chi in azienda non segue le procedure di sicurezza e non rispetta la policy definita corre il rischio di introdurre accidentalmente un virus nel sistema. Non eliminando gli allegati di email sospette o inserendo unità USB non identificate può causare danni gravi agli asset aziendali.
L’esperienza sul campo ci suggerisce che i problemi di sicurezza IT più comuni – e soprattutto dannosi – sono dovuti proprio a errori umani da parte dei dipendenti, tra cui la perdita o il furto della chiavetta USB o del portatile contenente informazioni sensibili relative all’attività aziendale. Altro caso comune: un’email ingannevole di phishing attira l’attenzione con indicazioni su presunti pagamenti da effettuare verso un fornitore. Il quale, però, in realtà è l’attaccante.
Non esiste un prezzo fisso per investire in cyber security aziendale. Dipende da infrastruttura, dati da proteggere e livello di rischio. Per le PMI si può partire con investimenti sostenibili e scalare nel tempo, per le multinazionali i costi aumentano sensibilmente. Ma Il nostro approccio è sempre quello di trovare il giusto compromesso tra sicurezza, usabilità e budget adeguato.
Assolutamente sì. Anzi, è un obiettivo ancora più interessante per il black hat hacking. Spesso, le realtà come la tua rappresentano l’obiettivo ideale. Le PMI sono colpite con frequenza perché hanno difese più deboli e meno controlli interni, quindi attenzione!
Gli hacker e le organizzazioni criminali non cercano solo informazioni particolarmente raffinate e preziose. Puntano anche a bloccare l’accesso ai dati aziendali o interrompere la produzione e i servizi. In questo modo possono chiedere un riscatto, causando danni economici e operativi anche a realtà minori, che non si considerano un bersaglio.
Non automaticamente, questa è una leggenda da sfatare. Questa opzione è sicura solo se viene configurata correttamente da professionisti esperti in gestione del cloud. Se non si procede in questo modo, questa opzione è rischiosa quanto un server locale mal gestito.
Consigliamo di intervenire sull’aggiornamento del piano di sicurezza aziendale almeno una volta l’anno. Ma bisogna intervenire subito se l’azienda cambia infrastruttura IT, software, personale o modalità di lavoro. La sicurezza non è mai una feature definitiva.
Come puoi facilmente intuire da questa guida, la cyber security e la sicurezza digitale per la tua azienda non è un lavoro da gestire senza le giuste competenze. Il rischio di perdere una gran quantità di dati, e di pagarne le conseguenze legali, è alto. Questo significa pagare multe, intaccare il brand, perdere la fiducia dei clienti.
Conviene rischiare tutto questo? Grazie ai nostri servizi dedicati alla cyber security e alla protezione dei dati, tante PMI e aziende hanno messo al sicuro i propri dati sensibili e hanno garantito una crescita sicura, creando una difesa efficace e scalabile. Tutto questo grazie a servizi ormai indispensabili come :
E poi c’è la già citata (e ormai indispensabile) formazione dei dipendenti. Il nostro approccio combina consulenza, monitoraggio continuo e soluzioni personalizzate per garantire sicurezza costante e prevenire interruzioni al business.












