
La sicurezza informatica di un’azienda, anche se parliamo della classica PMI italiana, è al centro delle nostre attenzioni. E, di sicuro, è una riflessione che interessa anche a chi si trova dall’altra parte della barricata. Ovvero, ai cyber criminali: a chi vuole ottenere dei vantaggi attraverso azioni malevoli contro una proprietà privata digitale. Forse, per tutelarsi da queste minacce informatiche devi pensare seriamente a un CSIRT.
Sì, stiamo parlando di un Computer Security Incident Response Team: un gruppo operativo capace di fronteggiare chi cerca di invadere la tua attività con un attacco hacker, una violazione di dati, un ransomware che cripta tutto quello che utilizzi per portare avanti il tuo lavoro. Senza dimenticare phishing, malware generico e attacchi DoS. Non cadere nel classico errore di chi pensa di essere troppo piccolo o poco interessante per subire un attacco hacker, organizzati e approfondisci la centralità del CSIRT per le PMI.
Indice dei contenuti
Cos’è un CSIRT, definizione e spiegazione
Un CSIRT (acronimo di Computer Security Incident Response Team) è un gruppo di persone specializzate che si occupano di gestire gli incidenti di sicurezza informatica. Può lavorare insieme al Security Operation Center che è l’ufficio orientato al monitoraggio continuo e alla prevenzione. È tipo una sala di controllo attiva 24/7, fondamentale per rilevare anomalie e possibili minacce in tempo reale con supporto incident response.
Perché un CSIRT è strategico per le PMI
Nel caso del Computer Security Incident Response Team non si tratta solo di prevenzione ma di pronto intervento: quando succede qualcosa di grave dal punto di vista della cybersecurity, il CSIRT è la squadra di consulenza per la cybersecurity delle PMI che interviene per ridurre il danno e far rientrare l’emergenza.
Purtroppo oggi le PMI – sì, anche quelle italiane – sono sommerse dalle possibili minacce che arrivano dal cyber crimine organizzato e non. Si parte dal phishing e dalle innumerevoli varianti – tipo vishing, smishing e sneaky phishing – e si giunge alle incursioni DDoS e agli attacchi da SQL Injection. Mancanza di risorse interne e carico sul reparto IT sono un pericolo importante per l’imprenditore che non può gestire tutto in autonomia: ha bisogno di un supporto concreto. Proprio come può fare un CSIRT aziendale, un team di risposta agli incidenti informatici che può offrire una gestione degli incidenti di sicurezza.
Il CSIRT è obbligatorio? Facciamo chiarezza
Partiamo con la risposta che tutti conoscono: dipende. Non è una soluzione evasiva, è così che funziona la normativa italiana ed europea. C’è chi è obbligato per legge ad avere capacità di risposta agli incidenti, e chi no. Ma farebbe comunque bene a lavorare in questa direzione: a volte non basta un consulente per la sicurezza informatica in azienda.
H3: NIS2, ACN e obblighi di cybersecurity: chi deve fare cosa
Ladirettiva NIS2 (Network and Information Security 2) ha alzato l’asticella perché distingue tra soggetti essenziali e importanti, coprendo settori che vanno dall’energia alla sanità, passando per la pubblica amministrazione. Se la tua azienda supera certe soglie dimensionali e opera in uno dei settori sensibili, rientra negli obblighi.
E qui entra in gioco l’ACN, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che in Italia coordina tutto il sistema della cyber security. L’ACN gestisce il CSIRT italiano, punto di riferimento nazionale per gli incidenti di sicurezza che vigila sull’attuazione degli obblighi.
Le aziende interessate dal NIS2 devono avere a disposizione misure tecniche e organizzative che includono capacità di gestione degli incidenti. In pratica, devi avere qualcuno in grado di rilevare, rispondere e notificare gli incidenti secondo tempistiche precise. Quindi, devono operare con un CSIRT interno o esterno. E in quest’ultimo caso noi possiamo aiutarti.
Perché anche chi non è obbligato dovrebbe attrezzarsi
Ci sono tre buone ragioni per cui dovresti avere un CSIRT anche senza obbligo. La prima è l’approccio risk-based. Gli attaccanti non controllano se sei soggetto a NIS2. Anzi, spesso preferiscono bersagli più piccoli perché meno protetti. Un ransomware non fa distinzioni normative: blocca la produzione, ferma le vendite, incide sulla reputazione.
Secondo punto: la supply chain. Anche se non sei obbligato, potresti essere fornitore di qualcuno che per conformarsi alla normativa deve assicurarsi che i fornitori abbiano una sicurezza adeguata. È l’effetto domino della NIS2: se lavori con PA e grandi gruppi industriali, è solo questione di tempo prima che ti chiedano:
- Certificazioni specifiche.
- Audit dettagliati.
- Capacità di incident response.
Il contesto assicurativo e finanziario racchiude il terzo motivo per accogliere un CSIRT anche senza obbligo. Le polizze cyber risk, sempre più diffuse, esigono standard di sicurezza importanti. Se non dimostri di avere procedure, backup, capacità di risposta, ti chiedono premi altissimi. O, in caso di incidente, ti contestano la copertura per negligenza.
CSIRT interno vs CSIRT esterno: cosa conviene?
Una domanda che ci permette di entrare subito nel merito organizzativo per decidere come e quando operare con questa metodologia: preferiamo una squadra interna o esterna all’azienda per rispondere agli incidenti legati alla sicurezza informatica? Dipende dalle esigenze e dalle possibilità dell’impresa. Conviene lavorare con un team in sede quando:
- Sei una grande organizzazione con budget sostanzioso.
- Hai tanti tanti asset critici da proteggere.
- Ci sono dati sensibilissimi (sanitari, finanziari, difesa).
- Vuoi controllo totale su tempi di risposta e processi.
In questi casi hai una conoscenza profonda delle tue risorse, puoi offrire una risposta immediata alle rappresaglie digitali degli hacker, non hai nessun problema di NDA o condivisione dati sensibili. Però i costi sono altissimi e c’è una gran difficoltà a mantenere competenze aggiornate. Ecco perché molti puntano a un CSIRT esterno, perfetto se:
- Sei una PMI senza budget per un team full-time.
- Gli incidenti sono rari e non giustifichi costi fissi.
- Vuoi expertise variegata con esperienza differente.
- Ti serve scalabilità per affrontare qualsiasi minaccia.
- Non hai capacità di recruitment per questi profili.
In sintesi: non è solo una questione di risorse da investire, molte aziende preferiscono un CSIRT esterno per la qualità che può offrire un’azienda che si specializza in cyber security e lavora solo su questo fronte. Un CSIRT serio richiede diverse figure specializzate come forensics, malware analysis, incident management, legal liaison e copertura h24.
Ruolo del CSIRT nella gestione degli incidenti informatici
All’interno del concetto di sicurezza informatica per le aziende, il CSIRT interviene per risolvere prontamente il problema. Nello specifico, possiamo dire che questo ufficio deve impegnarsi per contenere il danno e fermare l’attacco prima che si propaghi, analizzare cosa è successo al fine di capire come sono entrati i criminali nell’infrastruttura IT, ma anche:
- Cosa hanno fatto.
- Cosa hanno preso.
- In che modo.
Il CSIRT ha anche un ruolo attivo nel ripristinare i sistemi per riportare tutto alla normalità in modo sicuro e prevenire che il problema ricapiti, chiudendo le falle e migliorando le difese. Qui parliamo del ciclo di vita completo della gestione degli incidenti: non aspettiamo solo che succeda qualcosa per reagire, è un processo continuo e ben strutturato.
Prevenzione e rilevazione
Dal monitoraggio alla risposta strutturata, il CSIRT è sempre presente come partner della cybersecurity per PMI. Anche se il suo compito principale è quello di rispondere all’attacco, non resta con le mani in mano ad attendere che qualche hacker penetri nei sistemi interni. Ma svolge un lavoro importante per anticipare la minaccia esterna:
- Vulnerability assessment e patch management.
- Threat intelligence, monitora quello che sta succedendo.
- Threat hunting proattivo, non aspetti l’alert, vai a cercare debolezze.
- Analisi di IoC (Indicators of Compromise) e correlazione eventi.
- Security awareness con formazione sulla sicurezza aziendale.
- Hardening dei sistemi e configurazioni sicure.
- Tabletop exercises e simulazioni
- Sviluppo e mantenimento di playbook e procedure per scenari diversi.
Risposta agli incidenti
Il CSIRT isola i sistemi compromessi, blocca gli account, taglia connessioni per operare nel breve termine e gestire al meglio la minaccia. Con uno sguardo verso la prevenzione sul lungo periodo, però, questo ufficio si occupa anche delle patch per le vulnerabilità, cambia credenziali, rafforza i controlli. Rimuovi malware, backdoor, account non autorizzati. In sintesi, chiudi le falle che hanno permesso l’accesso ai malintenzionati digitali.
Continuità operativa e riduzione dei danni
Più veloce rispondi, meno tempo i sistemi registrano danni alla produzione o al servizio proposto ai clienti. Il CSIRT ha procedure pre-approvate per agire velocemente quando serve, conosce i sistemi critici e sa quali prioritizzare, ha piani di disaster recovery e backup verificati. In poche parole, sa come ridurre al minimo il danno provocato da un downtime.
Come implementare un CSIRT nella tua azienda
Il primo punto da considerare è che non esiste un modello unico, non c’è una singola soluzione in termini di CSIRT che va bene per tutti. La struttura giusta dipende dalle dimensioni aziendali, dal settore, dal budget, dalla maturità tecnologica e dalla reale esposizione al rischio. Ecco perché dobbiamo procedere per passaggi.
Analisi dei rischi e delle infrastrutture
Audit e assessment iniziale sono i due passaggi che anticipano ogni possibile integrazione con il CSIRT: bisogna fare una riflessione onesta delle capacità individuali. La maggior parte delle aziende scopre di avere gap enormi proprio quando serve agire velocemente.
Il passo successivo è analizzare i rischi a cui vai incontro e capire come sei in grado di affrontarli. Poi devi definire un obiettivo realistico. Non cercare di arrivare subito al livello di una multinazionale con SOC e CSIRT separati operativi h24. Meglio partire con un modello minimo funzionante e farlo crescere nel tempo. Alternativa valida: acquisire un CSIRT esterno, ma ne riparleremo.
Procedure, ruoli e supporto continuo
Per una PMI o un’azienda di medie dimensioni, il modello più sensato è un team snello con competenze trasversali. Ti serve almeno una persona con ruolo di Incident Manager, che coordina la risposta, tiene i contatti con management e stakeholder, e conosce le procedure.
Poi servono competenze tecniche per analizzare cosa è successo: qualcuno che sa leggere i log, capisce come funziona la rete, sa riconoscere comportamenti anomali nei sistemi. Non devono essere necessariamente nuovi assunti: puoi formare persone dell’IT che già conosci e che conoscono i tuoi sistemi. Ma è veramente possibile? Non conviene forse operare in modo da ottenere subito tutte le competenze necessarie?
CSIRT esterno: conviene un partner specializzato?
Questa soluzione è perfetta per chi decide di avere una risposta chiara in tempi minimi. Non devi creare un team da zero, non devi investire in grandi progetti che non verranno per forza valorizzati in azienda. Puoi esternalizzare tutto a chi ha le competenze giuste.
L’outsourcing del CSIRT è una scelta sempre più diffusa tra le PMI e le aziende che non hanno la massa critica per giustificare un team interno. Ma come tutte le decisioni strategiche, ha i suoi pro e contro che vanno valutati in base al contesto specifico.
| Vantaggi | Svantaggi |
| Costi variabili e prevedibili: paghi per quello che usi, senza stipendi fissi, benefit, turnover. | Minore conoscenza dei sistemi interni: il fornitore deve familiarizzare con il tuo ambiente, rallentando la risposta iniziale. |
| Accesso immediato a competenze specialistiche: esperti forensics, malware analyst, legal compliance. | Dipendenza dal fornitore: se il rapporto si deteriora o il fornitore ha problemi, sei vulnerabile. |
| Esperienza trasversale: vedono centinaia di incidenti diversi, sanno riconoscere pattern e tecniche di attacco. | Possibili conflitti su dati sensibili: devi condividere informazioni riservate con terzi, con implicazioni su NDA e riservatezza. |
| Copertura h24/7: difficile da garantire internamente, i fornitori hanno turni strutturati. | Tempi di attivazione: anche con SLA stringenti, c’è sempre un ritardo rispetto a un team interno già sul posto. |
| Strumenti enterprise inclusi: SIEM, EDR, threat intelligence platform sono già parte del servizio. | Standardizzazione vs personalizzazione: le procedure del fornitore potrebbero non adattarsi perfettamente alle tue esigenze. |
| Scalabilità immediata: in caso di incidente grave hai subito 10-20 persone, non solo le tue 2-3. | Costi nascosti: integrazioni, training, personalizzazioni possono far lievitare il prezzo oltre il preventivo iniziale. |
| Conformità normativa facilitata: i fornitori conoscono NIS2, GDPR e altri obblighi, ti guidano nella compliance. | Qualità variabile: non tutti i fornitori sono uguali, alcuni sono eccellenti, altri mediocri con più marketing che sostanza. |
| Nessun problema di retention: non devi preoccuparti che il tuo esperto venga reclutato dalla concorrenza. | Lock-in contrattuale: cambiare fornitore può essere complicato e costoso, soprattutto se hai integrato profondamente i loro sistemi. |
| Aggiornamento continuo: il fornitore investe in formazione del proprio personale, tu ne benefici automaticamente. | Comunicazione potenzialmente meno fluida: specie in momenti critici, avere qualcuno fisicamente presente può fare la differenza. |
La scelta non dovrebbe basarsi solo sui costi immediati. Devi considerare anche la natura dei dati che tratti (se sono estremamente sensibili, potresti non voler condividerli con terzi), la criticità dei tuoi sistemi (quanto downtime puoi permetterti mentre il fornitore si attiva?), e soprattutto la qualità del fornitore. Vuoi capire se la tua azienda è pronta a gestire un incidente informatico o se devi esternalizzare questo lavoro? Parla con un consulente di cybersecurity e scopri come strutturare un CSIRT su misura per la tua PMI.
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