Di : Manuele Bassanini 18 Novembre 2025Ransomware, phishing, malware: cosa hanno in comune? Semplice, alla base c’è sempre il problema relativo al controllo umano. In molti casi, gli attacchi informatici non riguardano solo delle debolezze tecniche. Anzi, il successo delle azioni dei cybercriminali è caratterizzato dal contributo (ovviamente non voluto) del dipendente. Che però non ha ricevuto la giusta formazione sulla sicurezza informatica.
Diversamente sarebbe stato in grado di riconoscere, anticipare e affrontare gli elementi discordanti che possono far trasparire la presenza di una minaccia digitale dietro a un’email apparentemente innocua. I diversi tipi di attacchi informatici hanno bisogno di un anello debole per entrare nell’infrastruttura IT.
E questo anello è proprio l’essere umano, che nel suo dover prendere centinaia di decisioni in un giorno può mettere il piede (o il click) in fallo. La soluzione? Ecco i vantaggi e le risorse per chi si dedica a una buona formazione sulla sicurezza informatica.
La sicurezza informatica è un problema umano
Semplice, perché molte minacce fanno proprio leva sulla capacità di discernimento dell’uomo. Un uomo che deve decidere se, ad esempio, cliccare o meno il link di un’email che minaccia azioni legali a causa di un mancato pagamento.
Il social engineering si basa sulla capacità di convincere e influenzare l’individuo con tecniche di persuasione standardizzate. Ed ecco che arriviamo all’amara verità: la maggior parte degli incidenti legati alla sicurezza IT dipende da un errore umano.
Come, ad esempio, l’uso di una password troppo debole o il click di un’email di phishing. Le grandi imprese organizzano corsi di formazione per la cybersecurity a cui partecipano dipendenti, quadri, responsabili e CEO.
Le PMI, invece, spesso ignorano questo passaggio: si accontentano del classico backup, al massimo delegano tutto allo chief information security officer. Ma tutto questo è inutile se non c’è la giusta formazione del personale per contrastare i problemi tecnici.
Quali sono gli errori tipici da contrastare?
La formazione sulla sicurezza informatica in azienda può essere fondamentale per risolvere una serie di problemi che si ripercuotono con forza sull’equilibrio dell’impresa. In primo luogo puoi anticipare phishing e spear phishing, le email fasulle che sembrano vere ma che nascondono delle truffe importanti. Se il personale impara a riconoscerle, metà dei problemi sparisce.
Lo stesso vale per le password deboli, riciclate o condivise: la formazione spinge a usare dei termini solidi e complessi, gestori di password e autenticazione a due fattori. Ma anche a ridurre gli errori procedurali come inviare file sensibili alle persone sbagliate, archiviare dati nel posto sbagliato, lasciare documenti aperti su postazioni condivise, condividere di documenti sensibili su canali non sicuri.
Awareness 2.0: come formare in modo efficace
Il concetto è semplice: bisogna puntare verso la cyber awareness: l’azienda deve trasformare ogni collaboratore in una prima linea difensiva implementando al meglio la cultura della sicurezza.
Il concetto di cyber awareness, infatti, riguarda proprio l’idea che ogni singolo operatore deve essere consapevole del fatto che la sicurezza non dipende solo da firewall e antivirus, ma anche dalle persone. E la maggior parte delle violazioni prende il via da comportamenti superficiali che possono essere affrontati e risolti con una buona formazione.
Di cosa stiamo parlando esattamente? Non solo di full immersion e corsi avanzati, oggi si opera con una struttura differente perché la formazione non può più essere un evento da proporre una tantum. Quindi una volta e stop. Piuttosto, le aziende più evolute dovrebbero adottare dei modelli di microlearning continuo, con:
- Simulazioni di phishing mensili.
- Quiz interattivi.
- Gamification per mantenere alta l’attenzione;
- Dashboard HR che misurano il livello di rischio dei dipendenti.
Il focus è creare abitudini, non solo conoscenza. In questo modo tutti i dipendenti – non solo i responsabili della sicurezza – possono prevenire, rilevare e rendere inoffensivo il malware.
Lavorare sulla awareness in relazione alla cyber security vuol dire riconoscere un’email di phishing, non cliccare su link sospetti, usare password articolate invece di quelle già note e fin troppo banali, aggiornare i dispositivi, non condividere dati inutilmente e sapere che ogni azione online lascia tracce.
Cultura della sicurezza: investimenti, non costi
Il punto in evidenza: la formazione sulla sicurezza IT in azienda non deve essere vista come un costo ma un investimento. In realtà, dovrebbe essere un asset fondamentale dato che questo tipo di attività ti consente di ottenere dei risultati rilevanti sotto diversi punti di vista. In primo luogo, il personale cresce insieme alla tua azienda e acquisisce competenze che possono diventare decisive per il futuro della sicurezza interna.
Inoltre, con questo tipo di formazione puoi ridurre il rischio di dover gestire dei disaster recovery che non sai mai come andranno a finire. Ma non è solo questo il problema, si possono susseguire cause legali, assenza di conformità GDPR e NIS2, crolli d’immagine, ripercussioni economiche di diversa natura.
Gran parte dei rischi si riducono grazie alla formazione interna sulla sicurezza aziendale e i benefici si riscontrano anche nel morale dei dipendenti. Che si sentono parte di un progetto completo, che si prende cura della crescita e della formazione interna. Vuoi approfondire l’argomento? Scopri i nostri programmi di formazione sulla cyber security per trasformare il tuo team nel primo baluardo contro gli attacchi.