Cos’è il monitoraggio IT e perché è indispensabile per le aziende
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Oggi è impossibile ignorare la centralità del monitoraggio IT per ottimizzare la propria infrastruttura hardware e software. Se un’impresa decide di sfruttare al massimo le tecnologie per creare, gestire, archiviare, elaborare e condividere informazioni digitali, non può ignorare analisi e monitoring preventivo.
Anche se hai un server in azienda o hai deciso di ottimizzare il tuo database e proteggerlo dagli attacchi hai bisogno di un buon lavoro di consulenza IT. Senza questa risorsa rischi di cadere nell’inefficienza e di sprecare risorse utili. Peggio ancora, ci sono grandi minacce informatiche che non aspettano altro.
Perché investire in architetture server, sviluppo software personalizzato, cloud computing e infrastruttura di rete per poi lasciare tutto al caso e alla fortuna? Ecco come e perché fare un buon lavoro di monitoring.
Indice dei contenuti
La spiegazione del concetto è semplice: con il termine monitoraggio IT intendiamo le attività necessarie per controllare, misurare e analizzare le prestazioni, la disponibilità e lo stato di tutti i componenti dell’infrastruttura informatica. Questo avviene con costanza al fine di garantire massima efficienza.
Lo scopo è quello di rilevare le possibili criticità, i limiti e gli elementi di rischio. Come le già citate falle in termini di cyber security. In modo da intervenire automaticamente o manualmente e limitare i danni. O magari ridurre i colli di bottiglia in modo da snellire dei passaggi che limitano i risultati.
Perché un’azienda dovrebbe investire in questa dinamica e dedicare una parte del budget al monitoring dei sistemi IT? Semplice, grazie a queste dinamiche possiamo garantire continuità operativa e rispetto degli standard qualitativi stabiliti a monte. Inoltre, identifichiamo in modo proattivo i problemi.
Questo passaggio è fondamentale perché evitiamo che le criticità impattino sugli utenti finali. Utenti che possono godere anche di prestazioni superiori dato che il monitoraggio IT ci consente di migliorare le performance e le risorse utilizzate.
Con il monitoring IT dimezzi i tempi di fermo e le perdite operative, migliorando il lavoro interno e la percezione che i clienti hanno della tua azienda. Tutto questo a vantaggio della fiducia percepita.
Un buon lavoro di monitoring può essere definito in termini operativi. Ad esempio, ci sono servizi che operano 24/7 con una soluzione continua: è la scelta ideale per aziende che sono sempre operative (ad esempio un provider).
Poi c’è il servizio che segue l’orario lavorativo, ad esempio 9/18, dal lunedì al venerdì, che rappresenta la soluzione per PMI tradizionali. Infine abbiamo un’opzione personalizzata per esigenze particolari.
Per definire i vari tipi di monitoraggio IT dobbiamo fare anche una differenza tra i diversi elementi oggetto del lavoro di osservazione. Ecco quali sono i punti e i settori che vengono passati sotto la lente d’ingrandimento.
Il carico di sistema viene analizzato attraverso metriche come CPU utilization, load average e gestione delle code di I/O per identificare bottleneck prima che impattino le prestazioni. La gestione dello spazio disco include il monitoraggio di IOPS, throughput e frammentazione, utilizzando tecnologie SMART per la predizione dei guasti hardware.
Il controllo termico diventa essenziale nei datacenter. Qui i sensori hardware vengono interrogati per prevenire thermal throttling e garantire il corretto funzionamento delle ventole di raffreddamento.
Gli endpoint vengono analizzati con agenti che raccolgono dati su health hardware, compliance delle patch e stato degli antivirus. I dispositivi mobili si gestiscono con piattaforme MDM che permettono il controllo remoto della sicurezza e delle configurazioni. Il monitoraggio della connettività include la verifica dello stato delle VPN e l’analisi dell’utilizzo delle applicazioni per ottimizzare le prestazioni.
Le metriche di latenza, jitter e packet loss vengono raccolte attraverso ping monitoring automatizzati e analisi dei flussi di traffico tramite protocolli come NetFlow o sFlow. La congestione dei link viene identificata attraverso il monitoraggio SNMP delle porte switch e l’analisi dei pattern di utilizzo della bandwidth.
I test sintetici permettono di verificare la qualità del servizio end-to-end, mentre i controlli di failover automatico garantiscono la continuità operativa anche in caso di guasti ai collegamenti primari.
La gestione dei servizi cloud esige un approccio che combina monitoraggio IT tecnico con controlli amministrativi. L’integrazione API con i provider permette la raccolta di metriche e performance mentre i sistemi di license management verificano la compliance. Il costo del monitoring diventa cruciale per evitare sorprese nelle fatturazioni, ecco perché si settano dei con budget alert che permettono di evitare il peggio.
Andiamo oltre la verifica del completamento dei job, includendo controlli di integrità attraverso checksum verification e test di restore periodici automatizzati. I log dei software di backup vengono analizzati per identificare anomalie e il webhook integration permette notifiche in tempo reale.
La gestione dello spazio nei repository di backup e il rispetto delle policy di retention vengono monitorati continuamente per prevenire interruzioni del servizio. Tutto questo a favore della massima efficienza.
Combiniamo monitoring con analisi delle performance reali. I controlli di disponibilità vengono integrati con metriche di response time e error rate, mentre l’Application Performance Monitoring fornisce visibilità approfondita sulle transazioni applicative. Il Real User Monitoring permette di comprendere l’esperienza utente effettiva, complementando i test sintetici con dati di utilizzo sul campo.
I sistemi SIEM correlano fonti multiple per identificare le minacce. Il parsing automatizzato dei log permette di estrarre informazioni rilevanti dai dati, gli algoritmi di machine learning aiutano nell’identificazione di comportamenti sospetti. I controlli di compliance vengono automatizzati per garantire aderenza alle normative come GDPR o SOX, i processi di incident response vengono orchestrati per minimizzare i tempi.
Quando ci occupiamo di monitoring dei sistemi IT dobbiamo valutare sicurezza e alle performance tecniche. Per questo è giusto introdurre due acronimi fondamentali: NOC e SOC. Di cosa stiamo parlando esattamente?
Il monitoraggio IT di un’azienda è uno strumento imprescindibile per la cyber security attiva. Stiamo parlando della rilevazione di attacchi come ransomware, exploit e intrusioni di varia natura in tempo reale. Tutto questo è gestito da un SOC, ovvero un Security Operations Center, che ha dei compiti ben precisi:
Tutto questo si basa anche su un buon lavoro di monitoraggio IT e non può essere ignorato dalle aziende obbligate a rispettare la normativa NIS2. Spesso, il lavoro del SOC è incluso nei pacchetti di Managed Detection and Response (MDR).
Agenti software installati su dispositivi, server, router raccolgono dati per avere una base di riferimento. Il servizio di monitoraggio dei sistemi aziendali IT offre una dashboard per visualizzare lo stato attuale e lo storico, impostando soglie per individuare delle metriche critiche da tenere sotto controllo.
Successivamente si implementano degli alerting automatizzati per segnalare in tempi rapidi anomalie e guasti, in modo da far partire delle automazioni fondamentali per risolvere o limitare il problema. Ad esempio, possiamo avere un riavvio o un blocco del sistema, o magari un backup automatico.
Allo stesso tempo c’è l’invio delle notifiche email, SMS o via applicazioni specifiche ai tecnici abilitati che possono essere smistate anche ai reparti NOC/SOC in caso di criticità.
Questo avviene nella fase operativa, poi si procede con lo studio delle correlazioni tra i vari eventi per identificare le cause, risolvere i problemi e creare analisi predittive per prevenire problemi futuri.
Difficile dare un prezzo standard per un servizio di monitoraggio IT aziendale, la somma dipende da diversi fattori. In primo luogo dalle dimensioni dell’impresa, poi dal livello di criticità e dalle responsabilità.
I costi variano in base al tipo di monitoraggio – infrastruttura, sicurezza o entrambi – e all’orario di copertura che, come anticipato, può essere lavorativo, personalizzato o 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Molto cambia in base alla tipologia di intervento preventivato che può essere solo alert o anche gestione.
Possiamo dire che si parte da 100 euro al mese a salire, in base agli end point da monitorare. Per avere un’idea chiara e un preventivo ufficiale conviene chiedere a un’azienda specializzata in sicurezza online e altri servizi IT una valutazione personalizzata. Mandaci un’email per iniziare insieme questo percorso così delicato.












