SOC esterno o interno? Pro e contro per la sicurezza informatica delle aziende
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Ci sono diversi motivi che dovrebbero spingerti a decidere se preferire un SOC esterno o interno. In primo luogo, le minacce informatiche e le tecniche di social engineering continuano a crescere e a specializzarsi. Questo significa che hai bisogno di competenze per proteggere l’infrastruttura IT. Poi si apre il capitolo della compliance NIS2 e GDPR: il trattamento dati interno è allineato con la normativa italiana e internazionale?
Partiamo da questo: il SOC, ovvero il Security Operations Center, è un pilastro imprescindibile per la protezione delle infrastrutture IT aziendali. Ma quale soluzione preferire per ottenere la sicurezza necessaria e, al tempo stesso, ottimizzare investimenti e risorse? Meglio puntare su un SOC interno o esterno? Per aiutarti a scegliere abbiamo realizzato questa guida, come sempre basata sulla nostra esperienza sul campo con clienti che devono prendere la tua stessa decisione.
Indice dei contenuti
Abbiamo già scritto un articolo generico dedicato ai SOC ma è giusto riprendere la definizione. Con questo acronimo intendiamo il Security Operations Center di un’azienda. Ovvero, il centro di controllo della sicurezza informatica di un’organizzazione.
Il suo compito è quello di raccogliere i dati da server, computer, dispositivi di rete, applicazioni e analizzarli in tempo reale per snidare attività sospette o minacce informatiche, come ransomware o botnet. In modo da velocizzare, organizzare e coordinare la reazione per bloccare eventuali incidenti di sicurezza. In sintesi possiamo dire che il SOC si occupa di:
Quindi c’è tanto lavoro da fare, soprattutto se l’azienda ha delle dimensioni importanti e/o deve gestire dati sensibili. Qual è la differenza SOC interno e esterno? Il primo è realizzato con risorse proprie, mentre il SOC-as-a-Service viene gestito da aziende specializzate che operano 24/7/365.
Per aiutarti a scegliere un SOC interno o esterno per la tua realtà aziendale è utile trovare e analizzare pregi e difetti delle soluzioni sul tavolo. Iniziamo dalla prima opzione, quella che ti propone un Security Operations Center per aziende italiane che vogliono avere il controllo diretto su ogni dettaglio.
Mantenere un SOC interno non è facile. Vuol dire pagare stipendi elevati per figure senior e licenze software dai conti incisivi sul budget, senza dimenticare hardware dedicato e formazione continua. Avere un supporto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 è il vero nodo da risolvere: servono almeno 8 persone (poi dipende dall’azienda, è chiaro) per coprire tutti i turni considerando ferie, malattie e rotazioni.
Possiamo aggiungere anche un altro aspetto negativo del SOC interno: gli analisti in questo settore hanno tassi di turnover altissimi perché il lavoro è molto impegnativo, i profili qualificati sono molto richiesti sul mercato, e spesso non riescono a sostenere i ritmi. Se un dipendente lascia la tua azienda perdi competenze preziose per la tua infrastruttura, ma devi anche investire mesi per trovare e formare il sostituto.
D’altro canto hai dei vantaggi. Tutto è sotto la tua supervisione, puoi personalizzare ogni dettaglio. I tempi di risposta più rapidi perché il team conosce già il terreno di gioco e può muoversi con maggior disinvoltura. Inoltre, non hai problemi nella condivisione dati sensibili con terze parti: hai massima integrazione con il team e con ogni sezione dell’impresa. Ma questi benefici si concretizzano solo se hai le risorse per lavorare in modo da rispettare tutte le regole. Altrimenti, meglio esternalizzare al SOC-as-a-Service.
Passiamo alla valutazione del Security Operations Center esterno: quali sono i punti di forza e debolezze di questa opzione? La lista dei vantaggi SOC esterno o SOC-as-a-Service inizia con la massima copertura possibile, subito disponibile: sarai coperto 24 ore su 24, 7 giorni a settimana e 365 giorni l’anno. Senza interruzioni ma contando su competenze dedicate, aggiornamenti tecnici e supporto alla compliance GDPR, ISO e NIS2 per PMI.
Il confronto tra pro e contro del SOC-as-a-Service passa automaticamente per i possibili difetti di questa voce. Il risvolto della medaglia è chiaro: c’è minor controllo delle procedure, non puoi ambire a un check completo e personalizzato, ci possono essere vincoli contrattuali inadeguati alle tue esigenze e SLA (Service Level Agreement, Accordo sul Livello di Servizio) da valutare con attenzione. E per rendere tutto più articolato c’è la questione dei ruoli nelle condizioni più complesse: bisogna definire ruoli, responsabilità ed escalation.
Come spesso accade in questi casi, non esiste una soluzione migliore o peggiore in termini assoluti perché tutto dipende dalle esigenze e dalle caratteristiche dell’azienda. Per scegliere e comparare SOC interno ed esterno abbiamo preparato una tabella di sintesi che mette a confronto le opzioni.
| Caratteristica | SOC Interno | SOC Esterno |
|---|---|---|
| Controllo | Totale | Limitato (dipende dal contratto) |
| Costi iniziali | Elevati (struttura, personale) | Minimi o nulli |
| Tempi di implementazione | Lunghi (mesi) | Rapidi (settimane) |
| Copertura oraria | Limitata (a meno di turni costosi) | H24/7 inclusa |
| Aggiornamento competenze | A carico dell’azienda | Gestito dal fornitore |
| Compliance | Interna, da gestire manualmente | Inclusa nel servizio |
| Scalabilità | Limitata | Alta e immediata |
La scelta tra SOC interno ed esterno dipende dalle dimensioni aziendali, budget e criticità del business. E per aiutare un buon lavoro di Security Operations Center per le aziende italiane c’è un’unica soluzione: affrontare la scelta con un approccio analitico, studiando la situazione e considerando alcuni punti.
Sceglieremo un SOC interno se l’azienda ha già un team IT/Security strutturato e competente sulle caratteristiche aziendali. Inoltre, è ottima cosa se l’infrastruttura IT ha delle risorse dedicate.
Chi opera in un settore regolamentato (bancario, pubblico) è incentivato a lavorare con un SOC interno perché in questi casi il controllo diretto è prioritario. E serve una gestione completa dei dati ma per ottenere questo risultato hai anche il budget adeguato per assumere le persone che cureranno tutte le tue esigenze.
D’altro canto, è conveniente scegliere un SOC esterno se la tua azienda non ha le risorse necessarie per strutturare una soluzione interna e preferisce una realtà rapida, scalabile e sempre attiva. Dove, appunto, risparmio non vuol dire minore attenzione alla qualità ma gestione oculata dell’investimento.
In alcuni casi la scelta è legata al fatto che il tuo team IT non può coprire la sicurezza dell’infrastruttura H24. E non ha le competenze o gli strumenti per affrontare in autonomia determinate sfide: in questi casi conviene affidare il lavoro a un’azienda specializzata che ti permette di essere in linea con le necessità tecniche e normative senza rischiare inadempienze che potrebbero costare caro. Soprattutto se non hai supporto specialistico nella gestione degli incidenti.
Decidere tra SOC interno o esterno non è un’operazione che può essere affrontata senza la valutazione degli scenari futuri. Per ottenere una risposta vicina alle esigenze servono diversi passaggi come, ad esempio, analisi del budget disponibile, delle competenze interne, della compliance da rispettare e dei rischi.
Come risolvere questa situazione riducendo al massimo i possibili rischi di una scelta affrettata e inadeguata? Bisogna contattare un partner specializzato in consulenza IT e cybersecurity che può aiutare CEO e IT Manager ad affrontare i punti crucuali. Vale a dire:
Un consulente IT per PMI adeguatamente formato e con la giusta esperienza può indicare anche un modello ibrido che bilanci controllo interno e servizi gestiti all’esterno. Questa è l’alternativa migliore in diverse circostanze, ma spesso viene completamente ignorata da chi non ha una visione d’insieme sulla materia.
Non a caso, per molte piccole e medie imprese la soluzione ideale è l’approccio esterno o quello ibrido, capace di garantire sicurezza H24 senza costi proibitivi. Chi può aiutarti a prendere una decisione. Vuoi capire quale modello SOC è più adatto alla tua azienda? Richiedi una consulenza con i nostri esperti IT.












