Cyber Crime: Cos’è, Tipologie, Esempi, Situazione in Italia
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Il criminale più comune al giorno d’oggi vive e agisce nello spazio digitale. Non sono più solo i criminali fisici a spaventare le persone: il cyber criminale, infatti, rappresenta una minaccia ben più pericolosa, soprattutto per le aziende.
Il mondo ha assistito a un aumento esponenziale della percentuale di attacchi informatici sferrati contro utenti e organizzazioni. L’incremento delle tecnologie e della connettività globale ha favorito il miglioramento delle tecniche e degli strumenti utilizzati dai criminali informatici, che conducono attacchi sempre più sofisticati.
Vivere in un mondo digitale significa accedere a numerosi servizi e comodità. Ma significa, parallelamente, essere costantemente esposti a rischi informatici, non a caso il NIS2 (Network and Information Security Directive 2) vuole raggiungere un livello di cybersicurezza elevato per tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Cos’è esattamente il cyber crime e come è possibile difendersi? Scopriamo di più in questo approfondimento.
Indice dei contenuti
Con il termine cyber crime si intende qualsiasi tipo di attacchi informatici compiuti attraverso l’utilizzo della rete. Il concetto di cyber crime coinvolge, quindi, tutti quei reati che sfruttano tecnologie digitali e sistemi informatici per provocare danni a privati, aziende ed enti.
L’attaccante può essere un semplice hacker, oppure un’organizzazione criminale ben strutturata. Spesso, le violazioni vengono progettate ed eseguite anche e direttamente dall’interno di un’organizzazione, con lo scopo di sabotare la rete aziendale. Il dipendente può agire volontariamente in incognito, o involontariamente commettendo un errore e consentendo a un hacker di invadere la rete.
Il cyber crime è una minaccia seria e pericolosa da non sottovalutare, che ha già danneggiato, anche gravemente, milioni di persone nel mondo.
I crimini informatici più diffusi in tutto il mondo vengono perpetrati mediante l’utilizzo di particolari strumenti, tra cui:
I reati che possono essere commessi attraverso la rete sono numerosissimi: dal furto dei dati alla diffusione di virus, dal cyber terrorismo allo spam. Il cyber crime ha saputo espandersi, evolversi e svilupparsi, adattandosi alle innovazioni digitali.
Tre le principali tipologie di cyber crime: legato alla proprietà, individuale o contro lo stato. Queste tre macro categorie di cyber crime, a loro volta, possono essere suddivise in quattro ulteriori sottoinsiemi che definiscono la complessità degli attacchi informatici. Scopriamo queste sette categorie nel dettaglio.
Questa tipologia di cyber crime riflette, in modo particolarmente similare, i crimini che avvengono nel mondo fisico. L’eccezione è che questi crimini si verificano nell’universo digitale, mediante l’utilizzo di Internet e di strumenti sofisticati. I criminali informatici, in questo caso, hanno come obiettivo quello di trafugare dati sensibili e personali per poter accedere al conto corrente della vittima, per orchestrare sofisticate truffe (soprattutto mediante attacchi phishing) oppure per effettuare acquisti online. Il cyber crime legato alla proprietà colpisce prettamente il patrimonio dell’utente.
In questo caso, gli attacchi informatici vengono condotti contro singoli individui e consistono nella diffusione di informazioni illegali o ingannevoli (distribuzione di materiale pornografico, stalking informatico, traffico illegale di dati o documenti sensibili). L’attacco viene perpetrato nei confronti di vittime singole, minacciando la loro sicurezza cibernetica e personale.
Una tipologia di cyber crime non molto comune, ma dalle potenzialità dannose senza paragoni: un attacco di cyber crime contro lo Stato viene considerato un vero e proprio attacco di cyber terrorismo. In questo caso i criminali riescono ad accedere illegalmente ai siti web di istituzioni governative e della Pubblica Amministrazione, di enti statali e delle forze dell’ordine. Rubano, quindi, le informazioni sensibili o compromettono il funzionamento dell’infrastruttura informatica.
Questo genere di attacco informatico rappresenta una seria minaccia per la sicurezza cibernetica dello Stato colpito, poiché le informazioni trafugate possono essere impiegate in modo malevolo, oppure vendute a paesi nemici.
Come anticipato, le tre macro categorie che identificano le tipologie di cyber crime si suddividono in ulteriori 4 sotto-categorie. La prima, nella fattispecie, riguarda la violazione dei dati e delle comunicazioni informatiche. In questo caso, gli attaccanti agiscono contro la privacy digitale dell’utente, prendendo di mira sistemi e reti con l’intento di accedere a informazioni sensibili (dati personali, aziendali o finanziari). Questo genere di attacco rappresenta una seria minaccia contro la confidenzialità e la privacy delle comunicazioni online.
In questa seconda sotto-categoria rientrano quegli attacchi tesi a ingannare gli utenti, mediante la manipolazione o falsificazione di dati e informazioni. Il criminale crea, generalmente, documenti falsi, effettua modifiche non autorizzate a registrazioni digitali, o diffonde informazioni fuorvianti.
Trattasi di attacchi che coinvolgono diversi strumenti digitali per ingannare e manipolare le persone, con l’obiettivo di eseguire frodi di diversa natura. Molto spesso i criminali conducono attacchi phishing per raggiungere il loro intento: ingannare le persone e ottenere informazioni sensibili oppure un riscatto economico. Gli schemi e le tattiche usate dai criminali informatici risultano difficilmente individuabili, poiché sempre più sofisticate.
Una vera e propria minaccia all’integrità digitale: la compromissione di sistemi e dati rappresenta un rischio incredibilmente dannoso sia per i dati che per l’intera rete. In questo caso, i criminal hacker tentano di danneggiare dati e sistemi, con l’obiettivo di creare sfiducia nei confronti delle informazioni digitali, compromettendone l’integrità.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento esponenziale dei reati informatici. Dal 2012 al 2021 si stima che il numero delle truffe e delle frodi contro gli utenti sia salito del 155%. Nell’arco del 2022, inoltre, i cyber attacchi sono addirittura raddoppiati.
Ma quali sono gli attacchi più comuni, diffusi e pericolosi? Ecco alcuni esempi:
Il primo, indispensabile passo per potersi difendere dal cyber crime è informarsi riguardo le modalità con cui gli attacchi più comuni vengono sferrati. Conoscere i rischi legati alla rete è fondamentale per riconoscere eventuali pericoli e neutralizzarli.
Inoltre, è ugualmente importante aggiornare regolarmente i sistemi operativi e i software utilizzati, in modo da poter impiegare le patch di sicurezza più aggiornate ed efficaci. È bene installare un antivirus e mantenerlo costantemente aggiornato, in modo da individuare prontamente le minacce e rimuoverle prima che possano provocare danni.
Un altro consiglio utile riguarda le password: è importante scegliere password complesse e difficilmente intuibili. Inoltre, le best practice per evitare di essere vittima di un attacco di cyber crime sono:
I reati informatici sono fenomeni comuni in tutti i paesi del mondo, senza alcuna eccezione. I dati riguardo il cyber crime sono allarmanti secondo il rapporto Clusit 2023: l’Italia risulta essere sempre più nel mirino dei cyber criminali, soprattutto nell’ambito di attacchi ransomware, zero day e phishing.
Nel primo semestre del 2023, infatti, gli attacchi condotti e andati a segno in Italia sono aumentati del 40% rispetto al 2022 (a fronte di un aumento a livello globale pari all’11%). Gli attacchi perpetrati contro vittime italiane rappresentano il 9,6% degli attacchi globali, rispetto al 7,6% riscontrato nel 2022.
Questi dati contribuiscono ad aumentare la preoccupazione in merito alla diffusione del crimine informatico in Italia. Pur investendo tempo, budget e risorse in sistemi di sicurezza e piani di difesa completi a tutela degli interessi aziendali, le imprese, senza il contributo di uno staff specializzato, riscontrano serie difficoltà nell’individuazione e neutralizzazione delle possibili minacce.
In Italia il mercato della cyber security vive un periodo di grande crescita, con un aumento medio annuo pari all’11-12%. Il valore economico complessivo stimato per il 2025 si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro.
Le aziende italiane, per difendersi dai reati informatici, si affidano principalmente ai Responsabili della sicurezza informatica, o CISO (Chief Information Security Officer), ma sono in grande crescita anche figure come i Cyber Security Analyst, gli Ethical Hacker, i Security Engineer e i Security Developer.
La legge 547/93 è stata la prima normativa a stabilire le linee guida utili in materia di reati informatici. La legge 18 marzo 2008 n48, poi, ha contribuito a ratificare tale normativa, attuando in Italia le disposizioni previste dalla Convenzione del Consiglio d’Europa riguardo il tema della criminalità informatica.
Questa convenzione, firmata a Budapest il 23 novembre 2001, ha stabilito le basi di un accordo internazionale in merito alle norme che definiscono le sanzioni applicabili per i reati informatici. La Convenzione sulla Criminalità Informatica rappresenta una guida per tutti i paesi per l’elaborazione di una normativa completa contro il cyber crime.
In generale, quando il criminale viene identificato, può incorrere:
La Convenzione determina quali sanzioni dovranno essere attivare per condannare penalmente i cybercriminali. Ad esempio, sono previste specifiche sanzioni per il reato di falsificazione informatica e di danneggiamento di sistemi informatici o telematici.












