PaaS: Cos’è, Vantaggi, Tipologie, Differenze ed Esempi

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PaaS: Cos’è, Vantaggi, Tipologie, Differenze ed Esempi

Di : Manuele Bassanini 23 Gennaio 2024

Il panorama tecnologico moderno, vivo e in costante evoluzione, offre alle imprese una moltitudine di strumenti in grado di rispondere a specifiche esigenze. In questo contesto rientra il PaaS: un vero e proprio catalizzatore di innovazioni, capace di offrire un approccio rivoluzionario allo sviluppo, distribuzione e gestione delle applicazioni.

Le imprese scelgono il PaaS per le sue incredibili caratteristiche: velocità, semplicità di utilizzo, flessibilità. Caratteristiche che si trasformano in vantaggi concreti per l’azienda. Scopriamo cos’è il PaaS, come funziona e quali sono le differenze tra PaaS, SaaS e IaaS.

Cos’è il PaaS (Platform as a Service)?

Il Platform as a Service rappresenta un innovativo modello di cloud computing capace di fornire una piattaforma cloud completa (composta da software, hardware e infrastruttura) utile all’esecuzione, allo sviluppo e alla gestione di applicazioni.

Il PaaS, rispetto all’infrastruttura on-premise, è decisamente meno costoso, più flessibile e meno complesso. Il provider di servizi PaaS ospita tutta la struttura all’interno del datacenter di proprietà: l’azienda potrà mantenere server, reti, memoria, database, strumenti di sviluppo e sistema operativo all’interno di questo contenitore in cloud. 

Le aziende possono costruire, testare, eseguire, aggiornare, distribuire e scalare le applicazioni in modo estremamente rapido ed economico.

Vantaggi principali del PaaS

Scegliere il servizio PaaS può garantire importanti vantaggi alle aziende moderne. In particolare, i benefici di questo approccio sono:

  • garanzia di un time-to-market più rapido, poiché con PaaS non occorre acquistare e installare hardware e software, né costruire una piattaforma di sviluppo delle applicazioni. L’azienda può collegarsi al servizio PaaS in cloud del provider e iniziare istantaneamente il provisioning delle risorse;
  • massima scalabilità. Il servizio PaaS permette di acquistare capacità aggiuntiva di networking, di storage e di calcolo, impiegandola immediatamente ed evitando che tale capacità rimanga inutilizzata durante i periodi di basso traffico. Ciò assicura una maggiore capacità di affrontare i picchi imprevisti;
  • accesso rapido a una molteplicità di risorse: dai sistemi operativi ai database, dal middleware agli strumenti di sviluppo. Tutte risorse accessibili in modo versatile e conveniente;
  • meno rischi e più libertà di sperimentazione, in quanto con PaaS è possibile testare nuovi linguaggi, strumenti e sistemi operativi senza dover investire nell’acquisto dell’infrastruttura necessaria;
  • riduzione dei costi complessivi. Il servizio PaaS abbatte i costi in conto capitale legati alla costruzione e alla scalabilità di una piattaforma applicativa. Inoltre, il PaaS permette di ridurre i costi di licenza del software e la spesa complessiva dedicata alla gestione delle applicazioni;
  • più flessibilità per il team di sviluppo. L’ambiente di sviluppo software, condiviso da tutti i membri del team, garantisce l’accesso immediato a tutte le risorse indipendentemente dalla loro posizione fisica. 

Come funziona il PaaS

Una soluzione PaaS è composta, generalmente, da tre elementi:

  • un’infrastruttura cloud, la quale presenta un software del sistema operativo, la rete, il firewall, le macchine virtuali e lo storage;
  • un software per la creazione, gestione e implementazione delle applicazioni;
  • un’interfaccia grafica utente, chiamata anche GUI, utilizzata dai team di DevOps e di sviluppo per l’esecuzione delle attività durante l’intero ciclo di vita dell’applicazione. 

Gli sviluppatori accedono, da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, ai servizi PaaS e a tutti gli strumenti in esso contenuti. In questo modo, possono testare e creare nuove applicazioni, lavorare sui singoli progetti e distribuire prodotti finiti. Le applicazioni vengono progettate in PaaS mediante l’utilizzo di middleware (come servizi di messaggistica, database o soluzioni per la sicurezza), senza la necessità di gestire o configurare separatamente l’infrastruttura associata. 

Permettendo allo sviluppatore di concentrarsi sulla scrittura del codice e sull’ideazione di funzionalità innovative, il PaaS incentiva la collaborazione mettendo a disposizione del team un ambiente cloud gestito. 

I provider di PaaS offrono al cliente un gran numero di servizi di cloud computing, come ad esempio la virtualizzazione, il runtime o i server

Tipi di PaaS 

La poliedricità delle soluzioni PaaS riflette contesti ed esigenze anche molto differenti: ogni tecnologia viene progettata per ottimizzare le performance e il lavoro di team impegnati in diversi settori.

In particolare, i tipi di PaaS più impiegati sono: 

  • AIPaaS, un’infrastruttura appositamente progettata per consentire agli sviluppatori di costruire applicazioni personalizzate di AI (Artificial Intelligence). Questa tipologia di PaaS include modelli di apprendimento automatico o profondo, che vengono preventivamente addestrati e che possono essere utilizzati in formato standard o personalizzati. In più, l’AIPaaS presenta API in grado di integrare specifiche capacità AI, quali la conversione speech-to-text o il riconoscimento vocale, in applicazioni nuove; 
  • cPaaS (Communication Platform as a Service). Trattasi di un PaaS che consente agli sviluppatori di aggiungere abilità vocali, video e messaggistica alle applicazioni, senza la necessità di investire in software e hardware ad hoc;
  • iPaaS (Integration Platform as a Service). Questa soluzione viene impiegata per l’integrazione delle applicazioni e permette di collegare dati, processi e servizi in modo standardizzato. I dati vengono integrati da cloud pubblico, privato o da ambienti on-premise, senza dover acquistare e gestire hardware middleware o software di integrazione del backend;
  • mPaaS (Mobile Platform as a Service). Questo PaaS semplifica lo sviluppo delle applicazioni progettate per dispositivi mobili. Esso fornisce metodologie a basso codice per accedere a specifiche caratteristiche del dispositivo, come il microfono, il sensore di movimento, il GPS o la fotocamera. 

IaaS, PaaS e SaaS: Differenze 

IaaS (Infrastructure as a Service), PaaS (Platform as a Service) e SaaS (Software as a Service), rappresentano tre diversi modelli di servizi cloud. Le principali differenze tra i tre modelli coinvolgono la gestione dell’infrastruttura, il livello di astrazione fornito e il focus principale delle attività degli utenti. 

Valutiamo meglio questi aspetti nella tabella di seguito. 

CaratteristicaIaaSPaaSSaaS
Gestione infrastrutturaGestione elevata da parte dell’utente, che ha la responsabilità di configurare, gestire e mantenere macchine virtuali, reti e storage. Bassa gestione, in quanto è il fornitore che gestisce il sistema operativo, i servizi middleware e la struttura sottostante.Gestione minima, poiché il provider gestisce sia la struttura che l’applicazione stessa.
Livello di astrazioneBasso livello di astrazione. L’utente controlla in modo diretto le risorse virtuali sottostanti.Livello intermedio di astrazione. L’utente si focalizza sullo sviluppo e sulla distribuzione delle applicazioni.Alto livello di astrazione. L’utente interagisce con l’applicazione ma non ha visibilità diretta sull’infrastruttura. 
Focus utenteGestione dell’infrastruttura. L’utente deve gestire le configurazioni dettagliate.Sviluppo e distribuzione delle applicazioni. Il fornitore gestisce middleware e infrastruttura. Utilizzo delle applicazioni. Non vi è necessità di gestire alcun componente software o elemento dell’infrastruttura.

Esempi e casi d’uso del Platform as a Service

PaaS è in grado di semplificare e favorire numerose attività legate al settore IT. Valutiamo alcuni casi d’uso del PaaS:

  • sviluppo e gestione API per la condivisione di dati e funzionalità tra le applicazioni;
  • sviluppo di applicazioni IoT (Internet of Things) ed elaborazione real-time dei dati da esse generati;
  • migrazione cloud e sviluppo cloud nativo tramite replatforming (l’applicazione viene spostata nel cloud modificandola affinché risulti più scalabile) o refactoring (riprogettando una parte o tutta l’applicazione impiegando tecnologie cloud native);
  • strategia hybrid cloud con integrazione di servizi cloud pubblici, cloud privati e infrastrutture on-premise. Viene creato un ambiente di calcolo distribuito e unificato altamente flessibile, che consente all’impresa di scalare i carichi di lavoro sui modelli di calcolo più appropriati;
  • sviluppo veloce e DevOps. PaaS può offrire ambienti totalmente configurati per automatizzare il ciclo di vita delle applicazioni software, dall’integrazione alla consegna, dalla distribuzione alla verifica.

Due gli esempi tra i più rinomati di infrastruttura PaaS:

  • Microsoft Azure App Service. Microsoft propone diverse soluzioni PaaS, progettate a seconda delle esigenze, come Azure App Service che consente di creare, ospitare e scalare applicazioni web e mobili. Azure Functions, invece, è un servizio di calcolo serverless che favorisce l’esecuzione del codice di risposta a un evento senza l’esigenza di gestire l’infrastruttura sottostante. Azure SQL Database, infine, è un PaaS che fornisce un servizio database totalmente gestito;
  • Google App Engine, una piattaforma PaaS proposta da Google Cloud che permette di creare e gestire applicazioni all’interno di un ambiente serverless. Questo ambiente offre un modello di scalabilità automatica, un supporto multi-linguaggio (Java, Go, Python e altri) e servizi integrati dedicati a database, storage e altri aspetti legati allo sviluppo delle applicazioni.
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