Architettura Data Center: tutto quello che c’è da sapere
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Architettura Data Center è una definizione che indica lo scheletro di un Data Center, ossia un luogo fisico in cui sono presenti le infrastrutture, i sistemi e le risorse necessari per accedere ai dati, alle applicazioni e ai servizi digitali.
Offre alle aziende un funzionamento costante, 24 ore su 24, e garantisce la produttività individuale e del business.
Idealmente si può pensare che qualsiasi tipo di spazio possa essere utilizzato come Data Center, ma la realtà è che è importante fare le giuste considerazioni e soddisfare determinate caratteristiche prima di procedere con la progettazione.
Cerchiamo in questo articolo di fare un’analisi.
Indice dei contenuti
L’architettura di un Data Center è l’insieme delle infrastrutture meccaniche ed elettriche, degli strumenti e delle apparecchiature IT necessari per dare vita a un centro dati.
Comprende quindi tutti gli elementi che danno vita al Data Center vero e proprio, scelti sulla base di specifici obiettivi ed esigenze fissati in precedenza.
Ma non solo: per implementare un centro dati efficace, oltre a individuare i componenti giusti, è anche importante optare per un’area geografica adatta e facilmente adattabile allo scopo, valutare la disponibilità energetica, considerare i servizi di telecomunicazioni presenti e analizzare le condizioni sismiche e meteorologiche.
Quando si parla di architettura Data Center, quindi, si fa riferimento all’hardware locale, allo spazio fisico a disposizione, alle risorse e a tutte le attività di gestione, controllo e monitoraggio dell’infrastruttura.
Sempre tenendo in considerazione quanta rilevanza sta assumendo il Cloud e come, di conseguenza, stanno mutando i confini tradizionali in favore di un perimetro più ampio e indefinito.
Per scegliere un’architettura di un Data Center che si adatti al meglio alle proprie esigenze, bisogna innanzitutto chiarire quali sono gli obiettivi di business e verso quali traguardi si vuole impostare la propria attività lavorativa.
In questo modo si può individuare il centro dati che più si allinea alle necessità aziendali, capace di supportarne l’organizzazione, l’evoluzione e la crescita.
Per fare la scelta giusta un’ottima soluzione è affidarsi a un consulente esterno che illustri i vantaggi e svantaggi delle varie opzioni, indirizzando l’impresa verso l’infrastruttura più adeguata.
A volte può essere più conveniente aggiornare un Data Center già esistente piuttosto che investire in uno nuovo: in alcuni casi, infatti, basta una semplice patch per innovare l’architettura e integrare nuove utili funzionalità.
In particolare è molto comodo poter contare su servizi di backup, su componenti flessibili per Data Center modulari e sulla disponibilità dei dati.
È inoltre vantaggioso scegliere un Data Center con cui poter condividere le risorse, riducendo così il carico delle singole componenti e rendendo il sistema più efficiente dal punto di vista energetico ed economico.
Per aiutare la propria azienda a crescere, si consiglia poi di optare per un software ad alta potenza: anche se l’hardware dell’infrastruttura è di fascia bassa, un software flessibile può infatti far progredire efficacemente l’azienda.
Infine si deve valutare se affidarsi ai benefici del Cloud, puntando su scalabilità e virtualizzazione.

Gestire un’architettura Data Center è spesso un compito complesso, perché bisogna prendere in considerazione tanti fattori e tenere sotto controllo un’infrastruttura estesa e ricca di necessità.
Ecco però alcuni consigli per far funzionare al meglio un centro dati:
Parlando di architettura Data Center, quali sono le tendenze che maggiormente si consolideranno in futuro? Cosa dobbiamo aspettarci?
Innanzitutto si rafforzerà sempre di più il ruolo che hanno Cloud e virtualizzazione.
Sempre più aziende si affideranno alla nuvola e gli amministratori si specializzeranno nelle funzionalità As a Service, comprendendo vantaggi e svantaggi dei diversi tipi di infrastruttura.
Sarà necessario conoscere a fondo il software di gestione e capire come migrare le applicazioni, gestire le immagini virtuali, monitorare le prestazioni e garantire sicurezza.
Le applicazioni si evolveranno, diventando più modulari e concepite per lavorare in pool.
L’automazione sarà favorita dall’uso dei container e dell’orchestrazione e sarà fondamentale che il team tecnico si specializzi in questo senso.
La priorità assoluta l’avrà la protezione dei dati e si dovrà combinare l’uso di un software per la prevenzione della perdita dei dati con programmi di gestione dei diritti digitali.
In questo modo gli amministratori potranno creare strutture informative di primo livello e, se vorranno, sviluppare dei test della rete e un’analisi dei rischi.
Anche i sistemi DevOps necessiteranno della giusta attenzione e di essere implementati nel modo corretto, evitando cosi l’anarchia nell’ambiente di produzione e i problemi di runtime nell’ambiente operativo.
Si valuterà in anticipo, grazie a un approccio Agile, quali procedure sono in grado di supportare i flussi di lavoro e ci si assicurerà che il software sia costantemente aggiornato.
Infine si diffonderanno ancora di più i Software Defined Data Center e si darà maggiore spazio all’Intelligenza Artificiale e al Deep Learning.
L’apprendimento automatico aiuterà infatti la produzione, l’archiviazione e il monitoraggio, suggerendo anche delle strategie di business.
Per basarsi su queste tecnologie, però, si dovrà verificare di disporre degli strumenti hardware adeguati.












