Data Breach: cosa sono e come evitarli
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Secondo il Verizon Data Breach Report del 2020, nel 2019 i casi accertati di Data Breach sono stati 3.950. Di questi il 28% sono stati eseguiti ai danni di piccole imprese.
Si stima inoltre che le aziende abbiano almeno il 29,6% delle probabilità di subire una violazione nel giro di due anni.
Dati preoccupanti che devono suonare come un utile campanello di allarme e far capire quanto sia importante conoscere questi attacchi e adottare sistemi difensivi efficaci.
Indice dei contenuti
Un Data Breach è una violazione della sicurezza che provoca l’accesso, la divulgazione non autorizzata, la distruzione, la modifica o la perdita di dati riservati.
Può avvenire in caso di smarrimento o furto di dispositivi contenenti informazioni sensibili, in seguito ad attacchi informatici come malware o phishing, a causa di incidenti di varia natura o per errori umani e condotta irresponsabile.
La causa principale sono però i cyber attacchi, che costituiscono ben il 51% delle violazioni avvenute nel 2019, più del doppio rispetto al 2014 in cui erano “solo” il 21%.
La motivazione scatenante è soprattutto economica: circa l’86% dei casi di Data Breach avvenuti nel 2019, infatti, aveva ragioni finanziarie, seguiti subito dopo da attacchi con finalità di spionaggio.
Le vittime sono quasi sempre gli utenti – che usano dispositivi più vulnerabili e sono più facilmente soggetti a truffe della rete – ma anche le aziende rappresentano un importante bersaglio ed è importante che non si abbassi mai la guardia.
A seguito di un Data Breach, infatti, le conseguenze possono essere molto serie e consentire agli hacker di avere libero accesso a dati importanti come conti correnti, messaggi privati, foto intime o informazioni che possono essere sfruttate per motivi strategici o per compromettere la reputazione di una persona o azienda.
Bisogna inoltre ricordare il grande danno all’immagine che subisce un’attività dopo una violazione: i clienti o consumatori difficilmente riescono a fidarsi di chi permette – anche se accidentalmente – la diffusione dei dati personali, causando ripercussioni economiche profonde.
Nel caso in cui si rilevi una violazione dei dati, il GDPR ha stabilito una procedura standard da seguire per limitare i danni.
A meno che la fuga di dati non sia in alcun modo un rischio per persone e attività, chi ha subito l’attacco deve segnalare la violazione entro 72 ore dall’accaduto. In caso di ritardo deve esserci una valida giustificazione.
Le 72 ore vengono calcolate a partire dal momento in cui si presuppone che il titolare dell’attività abbia la certezza della violazione: a volte l’attacco può essere facilmente rilevato, altre volte è necessario fare un’indagine per capire se effettivamente delle informazioni sono state rubate.
Finché non si è sicuri del Data Breach, non è obbligatorio fare la segnalazione, ma non bisogna approfittare dell’indagine per allungare i tempi.
La notifica va fatta al Garante e devono essere avvisate anche tutte le parti coinvolte che potrebbero subire danni gravi.
Si segue il cosiddetto “Protocollo di risposta” e si allertano il dipartimento aziendale coinvolto nel problema e le strutture pubbliche preposte che possono comprendere, oltre al GDPR, anche ministeri e autorità specifiche.

Nello specifico come si segnala un Data Breach?
La notifica va fatta in maniera chiara e diretta, sfruttando email, SMS o altri canali di messaggistica istantanea.
La segnalazione deve essere innanzitutto tempestiva e dettagliata: si devono infatti indicare tutti i dettagli relativi alla violazione, specificandone le modalità, le parti interessate e la tipologia di dati coinvolti.
Poi, bisogna comunicare le generalità del responsabile della protezione dei dati o del contatto da cui si possono ottenere tutte le informazioni necessarie.
Infine si spiega quali potrebbero essere le conseguenze della violazione e quali sono le misure difensive adottate per risolvere o mitigare la situazione.
Questa procedura non è necessaria se già sono stati messi in atto accorgimenti che rendono innocua la situazione o se i dati sono protetti in modo da non essere interpretabili o riutilizzabili da terzi, utilizzando per esempio tecniche di cifratura.
Una volta che sono stati raccolti tutti i dettagli riguardo alla violazione, è importante inserire il Data Breach nel registro delle violazioni, che potrà essere consultato per future ed eventuali ispezioni.
Se si adottano i giusti accorgimenti, proteggersi e prevenire i Data Breach è possibile.
Gli incidenti sono sempre dietro l’angolo ed è raccomandabile affidarsi ad agenzie specializzate che sanno bene quali soluzioni adottare e come affrontare una minaccia, ma ci sono comunque delle accortezze che si possono adottare per lavorare più sicuri.
Il primo passo è adottare delle policy di sicurezza aziendali e informare tutti i dipendenti sui comportamenti da seguire per evitare imprevisti e danni accidentali.
Molto spesso, infatti, le violazioni partono proprio dall’interno e dall’errore umano dovuto a scarsa consapevolezza e formazione sul tema.
È importante poi che ci sia monitoraggio costante e si accerti che le norme stabilite siano veramente osservate e rispettate.
Si devono sempre tenere sotto controllo i log e disporre di piattaforme che li sappiano gestire ed esaminare con efficacia, per rilevare tempestivamente ogni attività o intrusione sospetta.
La rete e il perimetro aziendale devono invece essere protetti grazie a soluzioni come antivirus, firewall e anti malware.
Anche gli end-point, vulnerabili e generalmente trascurati, vanno monitorati e messi in sicurezza: i dispositivi personali sono una vera e propria esca per i malintenzionati e bisogna prevenire gli attacchi dotandosi di efficaci strumenti di difesa e proteggendo i device
Un altro buon consiglio è avere sempre a disposizione una copia dei dati utilizzati e ricorrere regolarmente a sistemi di backup e recupero dei dati, che possono in molte occasioni rivelarsi dei veri salvavita.
Infine si deve delineare una strategia di difesa bene organizzata e a lungo termine, che non si limiti alla sola fase di prevenzione, ma permetta un costante monitoraggio e un piano di azioni di risposta efficace.
Un’ottima soluzione per prevenire un Data Breach è sfruttare strumenti specifici pensati per soddisfare le esigenze in materia di tutela dei dati e rispetto delle norme sulla privacy.
Analizziamo i tool migliori:
Oltre ad affidarsi a questi software, però, è importante fare dei test e simulare incidenti o violazioni per verificare l’efficacia delle soluzioni adottate.












