Zero Day Exploit: Cos’è e Come Proteggersi
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I dipartimenti IT sono costantemente impegnati nella lotta contro gli attacchi informatici. Le imprese hanno l’obiettivo e la responsabilità di proteggere l’organizzazione e i dati da qualsiasi evento negativo. Dati riservati, clienti e dipendenti devono essere protetti mediante una strategia efficace, che include anche e soprattutto un impegno dal punto di vista informatico.
Ma ogni tipo di software o di tecnologia può presentare delle vulnerabilità. La più complicata da proteggere è la vulnerabilità zero day. Questi difetti, o “buchi” nei programmi software, possono essere sfruttati da un criminal hacker per sferrare uno zero day attack.
I programmatori stessi dei software sono continuamente alla ricerca di queste vulnerabilità e, quando le individuano, rilasciano una patch in grado di correggerle. Infine, inviano una patch con una release nuova del software: un processo che richiede tempo.
Se un criminal hacker individua una vulnerabilità, può sferrare un attacco zero day: i programmatori, a questo punto, hanno zero giorni per trovare una soluzione.
Indice dei contenuti
Un malware zero day sfrutta i difetti e i buchi presenti nei software, difetti non conosciuti dai programmatori e quindi non protetti adeguatamente. Questo malware è molto pericoloso, in quanto difficilmente riconoscibile. È anche piuttosto complicato riuscire a proteggere software e sistemi dal malware zero day. Tutto questo trasforma uno zero day attack in una seria e grave minaccia per la sicurezza informatica delle imprese di tutto il mondo.
Occorre fare una precisazione. Al termine zero day vengono associate alcune parole, che hanno però significati differenti:
Il cyber criminale ha un vantaggio in termini di tempo rispetto ai programmatori, nonostante essi abbiano individuato la vulnerabilità. L’hacker crea gli zero day exploit, ovvero i codici di attacco, prima che il programmatore riesca a individuare la falla nel sistema. Gli zero day exploit rappresentano il mezzo attraverso cui l’hacker sferra gli attacchi al sistema e alla cybersecurity aziendale.
Uno zero day attack ha generalmente come obiettivo quello di generare profitti mediante la contaminazione dei dati e del software aziendale. Gli attacchi creano non pochi disagi all’azienda, minando la cybersecurity e rappresentano una minaccia piuttosto seria. Gli hacker che utilizzano gli zero day attack possono avere diverse finalità:
Gli zero day exploit possono sfruttare le vulnerabilità dei sistemi per far sì che l’attacco vada a buon fine. I sistemi che possono subire uno zero day attack sono:
Pertanto, non solo le aziende e le organizzazioni di qualsiasi tipo e dimensione, ma anche i singoli utenti, le agenzie organizzative e le nazioni possono subire uno zero day attack.
I criminali, una volta individuata la vulnerabilità, scrivono e implementano un codice per sfruttarne le criticità. Questo codice, o zero day exploit, permette al criminale di perpetrare uno zero day attack. Per poter condurre un attacco, il criminale deve riuscire a raggiungere la vulnerabilità del sistema.
Spesso la tecnica utilizzata dagli hacker è quella dell’ingegneria sociale: attraverso un messaggio o una e-mail fraudolenta, il criminale convince l’utente a effettuare il download del malware. Quest’ultimo si insinua nell’infrastruttura e la danneggia profondamente.
Gli zero day exploit possono essere acquistati sul dark web, per cui un criminale può reperire questi codici malevoli con relativa semplicità. Una volta individuato lo zero day exploit occorre correggerlo: solo così non potrà più costituire una minaccia.
Uno zero day attack è particolarmente insidioso proprio perché gli hacker, troppo spesso, sono gli unici a sapere che è in atto un attacco. Una volta insinuato il malware nel sistema, l’hacker potrebbe sferrare subito l’attacco oppure rimanere silente fino a quando gli conviene.
Gli autori del software, una volta individuata la vulnerabilità e quando l’attacco viene scoperto, hanno l’obiettivo di creare e rilasciare una patch zero day. Ma potrebbero trascorrere giorni, settimane o addirittura mesi.

Non è affatto semplice capire che il sistema è stato attaccato da un malware zero day. Quest’ultimo potrebbe generare vulnerabilità di diversa natura: violazione di algoritmi, problemi con la sicurezza delle password, bug, assenza di autorizzazioni e di criptaggio dei dati.
È possibile ottenere maggiori informazioni sugli zero day exploit solo dopo che questi codici malevoli sono stati individuati. Le tecniche più comuni e diffuse per rilevare uno zero day attack sono:
Un’alternativa per la quale molte aziende propendono è la combinazione di differenti sistemi di rilevamento. In questo modo, è più semplice e probabile individuare uno zero day attack.
Garantire un buon livello di protezione al sistema significa seguire le best practice di cybersecurity. Non esiste, infatti, un metodo unico per proteggersi in maniera certa da uno zero day attack. Questo genere di minaccia non è da sottovalutare ed è bene fronteggiarla seguendo alcuni comportamenti:
Negli ultimi anni, la minaccia di zero day attack si è trasformata in realtà (talvolta disastrosa) per diverse aziende nel mondo. I casi studio che permettono di analizzare gli scenari conseguenti a uno zero day attack coinvolgono brand noti in ogni angolo del mondo. Nessuna organizzazione è abbastanza al sicuro da uno zero day exploit, come confermano le evidenze.
In particolare, segnaliamo alcuni esempi tra i più celebri e conosciuti del mondo:
Questo attacco si è tradotto in una escalation dei privilegi locali. In questo caso lo zero day exploit ha sfruttato la vulnerabilità dei privilegi locali Microsoft Windows per eseguire un codice fraudolento, installando applicazioni, visualizzando e modificando i dati nelle applicazioni attaccate. L’attacco, una volta identificato, è stato contrastato da Microsoft Security Response Center mediante lo sviluppo e l’implementazione di una nuova patch;
Gli hacker avevano accesso da remoto al PC degli utenti che utilizzavano l’applicazione eseguendo una versione non recente di Windows. In questo caso, gli hacker potevano prendere il controllo completo del PC, soprattutto quando ad essere attaccato era il profilo Amministratore, avendo libero accesso a tutti i file presenti nel dispositivo;












