Guida autonoma, ecco dove condurrà Waymo

Guida autonoma, ecco dove condurrà Waymo

Dopo la trazione elettrica, quella della guida autonoma è la nuova frontiera tecnologica verso cui si dirige l’auto, un argomento che stuzzica le fantasie degli amanti delle quattro ruote almeno quanto quello dell’auto volante. Se la tecnologia elettrica inizia ad avere una domanda più corposa e può avventurarsi verso la missione delle economie di scala, quella ‘volonte’ resta una chimera un po’ inquietante, degna della serie tv Black Mirror, mentre per la guida autonoma si è a metà del guado, con alcuni sistemi automatici giunti a una buona fase di sviluppo.

Sulla guida autonoma hanno insistito una serie di speculazioni sull’ingresso di nuovi, possibili competitor nel settore automotive: Apple, Google, Microsoft, Uber e altre società erano al lavoro su vetture di nuova concezione e filosofia, fortemente informatizzate, multimediali, con sistemi di automatic pilot che dispensavano il conducente dai compiti della guida, schiudendo nuovi modi di fruire l’auto. Allarmati da questo nuovo panorama tecnologico e di mercato, le case automobilistiche continuavano a testare sistemi di guida autonoma per chilometri e chilometri, su diversi fondi e con qualsiasi condizione climatica, guardando con preoccupazione alla disponibilità finanziaria illimitata dei potenziali nuovi entranti.

Pian piano, però, le strade delle diverse competenze tecniche nello sviluppo dell’automobile a guida autonoma si sono incrociate, anche perché contestualmente è arrivata la paura delle ripercussioni negative in borsa per una batteria mal concepita (vedi caso Samsung), o per alcuni test di guida autonoma finiti con gravi incidenti (caso Tesla).

Più semplicemente, forse, si è capito che il consumatore desidera un mezzo di trasporto più vicino all’auto che non allo smartphone: sta di fatto che oggi la via maestra è quella di procedere con alleanze tra operatori di smart technologies e del settore automotive verso una guida semi autonoma, con l’ultima parola spettante sempre al pilota, all’uomo.

Fioccano dunque gli accordi: Ford e Uber, Apple e Lexus e Fiat Chrysler Automobilies e Google, che hanno inaugurato una società terza, Waymo. Si tratta di un’azienda che sta sperimentando in Arizona e in California articolati sistemi di guida autonoma. FCA ha portato in dote alla società 100 Chrysler Pacifica, minivan di recente comparsa sul mercato statunitense e prima vettura del gruppo italoamericano a debuttare con la tecnologia ibrida plug-in. Google ha integrato alla vettura i suoi sensori, e nel corso del 2017 testerà questi e altri sistemi in prove su strada in Texas e nello stato di Washington.

Se i test avranno successo, saranno numerose le strade aperte davanti a Waymo. Si punta a costruire vetture che attraverso i sensori riconoscano pedoni, veicoli, segnali stradali e segnaletica a terra, coadiuvando il pilota e in certi casi dispensandolo dalla guida.

Le vetture Waymo dovrebbero inoltre sviluppare cruise control di nuova generazione, adattativi, in grado cioè di seguire il flusso del traffico autostradale con telecamere, sensori e sistemi in dialogo con altre automobili, per verificarne la presenza e regolare la velocità di conseguenza.

Naturalmente la Waymo Car parcheggia da sola, ma l’evoluzione di queste tecnologie porterà, sempre agendo automaticamente su acceleratore, cambio, sterzo, freni e indicatori di direzione, a compiere sorpassi autostradali automatici in piena sicurezza, così come si punta con celerità verso una guida totalmente autonoma in città, ad esempio sotto ai 50 km/h di velocità.

Si attende il prossimo rilascio informazioni da parte di Waymo sugli ultimi risultati dei test compiuti per comprendere quali innovazioni arriveranno anche nella vita a bordo, attraverso sistemi d’infotainment e controlli vocali delle funzioni dell’automobile. Naturalmente, la strada che porta alla guida autonoma dipende anche dall’adeguamento legislativo e dell’infrastruttura autostradale, dopodiché l’evoluzione dell’auto sarà libera di spiegare i suoi benefici nell’ambito del car sharing, del confort, della riduzione dei sinistri e dei vantaggi per i conducenti con handicap.